SPECIALE – TEMPLARI: La storia dietro la leggenda
Dal sacco di Costantinopoli del 1204 alla comparsa della Sindone in Francia nel Trecento, un’indagine su reliquie scomparse, misteriosi idoli, cavalieri finiti sul rogo e una possibile eredità templare che gli storici non sono ancora riusciti a dimostrare.
Costantinopoli, aprile 1204. La capitale dell’Impero bizantino viene conquistata e saccheggiata dai crociati occidentali, al termine di una spedizione che avrebbe dovuto raggiungere la Terrasanta e che invece si è trasformata in una delle vicende più controverse della storia cristiana.
Nelle chiese della città sono custodite reliquie preziosissime, comprese alcune associate alla vita e alla Passione di Gesù. Tra queste, secondo una testimonianza medievale, figura anche un telo nel quale sarebbe stato avvolto il corpo di Cristo.
Poi le tracce diventano incerte e, circa un secolo e mezzo più tardi, nella cittadina francese di Lirey compare quella che oggi conosciamo come la Sindone di Torino.
Che cosa accadde nel frattempo? Il telo di Costantinopoli e quello di Lirey erano lo stesso oggetto? E soprattutto, è possibile che i Cavalieri Templari abbiano custodito la reliquia prima della loro drammatica soppressione?
Cari lettori, dopo aver concluso la nostra saga in undici puntate, torniamo a occuparci dei Cavalieri del Tempio con il primo dei nostri speciali monotematici. Questa volta non cercheremo un tesoro sepolto, ma proveremo a seguire le tracce di un oggetto che continua a dividere studiosi, storici e appassionati.
La Sindone a Costantinopoli, che cosa racconta Robert de Clari?
Uno dei protagonisti di questa vicenda è Robert de Clari, cavaliere francese che partecipò alla Quarta crociata e lasciò una cronaca della spedizione.
Descrivendo le meraviglie di Costantinopoli, Robert racconta che nella chiesa di Santa Maria delle Blacherne veniva mostrata una sindoine, un telo nel quale, secondo la tradizione locale, era stato avvolto Gesù.
Dopo la conquista della città, il cronista riferisce che non si sapeva che cosa fosse accaduto alla reliquia.
È una testimonianza importante, ma dobbiamo distinguere due questioni. La prima riguarda l’esistenza, nella Costantinopoli medievale, di un telo venerato come reliquia della sepoltura di Cristo. La seconda è la sua identificazione con la Sindone oggi conservata a Torino.
La prima è sostenuta dalla testimonianza del cronista; la seconda rimane un’ipotesi, perché non possediamo una catena documentaria che colleghi con certezza i due oggetti.
I Templari presero la Sindone durante la Quarta crociata?
Il sacco del 1204 provocò la dispersione di un enorme patrimonio religioso e artistico. Numerose reliquie raggiunsero l’Europa occidentale, dove furono custodite da chiese, monasteri e sovrani.
In questo contesto nasce l’ipotesi templare: il telo descritto da Robert de Clari sarebbe stato recuperato dall’Ordine del Tempio e custodito segretamente per decenni, fino a raggiungere, dopo la soppressione dell’Ordine, la famiglia francese de Charny.
La ricostruzione possiede un indubbio fascino narrativo, ma presenta un problema decisivo. Non conosciamo un documento contemporaneo che attesti l’acquisizione della Sindone da parte dei Templari nel 1204.
Inoltre, la Quarta crociata non fu una spedizione organizzata dall’Ordine del Tempio. La partecipazione dei Templari al mondo delle Crociate non basta quindi ad attribuire loro una reliquia scomparsa durante il saccheggio.
Per trovare un altro possibile indizio dobbiamo spostarci avanti di circa un secolo, fino al processo che avrebbe distrutto l’Ordine.
Il misterioso idolo templare era il volto della Sindone?
Quando nel 1307 Filippo IV di Francia ordinò l’arresto dei Templari, tra le accuse rivolte ai cavalieri comparvero pratiche religiose segrete e la presunta venerazione di un misterioso oggetto.
Alcune deposizioni descrivevano una testa, talvolta barbuta, altre parlavano di volti differenti o di oggetti difficili da identificare. Le testimonianze erano contraddittorie e furono raccolte nell’ambito di procedimenti segnati anche dall’uso della coercizione.
Nel corso del Novecento alcuni autori hanno proposto una spiegazione alternativa: quella testa sarebbe stata in realtà il volto visibile sulla Sindone, ripiegata in modo da nascondere il resto della figura.
L’ipotesi consentirebbe di collegare due enigmi apparentemente indipendenti: la provenienza sconosciuta della Sindone prima di Lirey e le accuse di venerazione di un idolo durante il processo templare.
Il problema è che nessuna deposizione conosciuta identifica chiaramente quell’oggetto con un telo funerario di Cristo. La somiglianza tra una testa barbuta e il volto della Sindone, per quanto suggestiva, non costituisce una prova storica.
Il volto di Templecomb, una traccia dei Templari in Inghilterra?
Un ulteriore elemento entrò nella discussione nel 1944, quando a Templecombe, nel Somerset inglese, venne scoperto un pannello ligneo raffigurante una testa barbuta.
Il luogo aveva avuto legami con i Templari e l’immagine venne successivamente accostata sia alle misteriose teste ricordate durante il processo sia al volto della Sindone.
Ma anche in questo caso occorre prudenza. La datazione, la funzione originaria e l’interpretazione del pannello non consentono di affermare che rappresentasse una reliquia custodita dall’Ordine.
Una somiglianza iconografica può suggerire un confronto, non dimostrare che due oggetti siano stati materialmente collegati.
La Sindone a Lirey e il mistero dei due Geoffroy de Charny
La documentazione sulla Sindone diventa molto più consistente intorno alla metà del XIV secolo, quando il telo compare a Lirey, nella Champagne francese.
La reliquia è associata alla famiglia di Geoffroy de Charny, cavaliere francese morto nella battaglia di Poitiers del 1356.
Qui incontriamo una coincidenza che ha alimentato per decenni le ricostruzioni templari. Il 18 marzo 1314, insieme all’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay, era stato mandato al rogo anche un dignitario dell’Ordine chiamato Geoffroy de Charny.
Due uomini con lo stesso nome, vissuti a pochi decenni di distanza, entrambi collegati a vicende che occupano un posto centrale nell’immaginario templare.
Alcuni autori hanno ipotizzato rapporti familiari tra i due, ma la genealogia non permette di dimostrare una trasmissione della Sindone dall’uno all’altro.
Anche se fosse accertata una parentela, resterebbe da documentare il passaggio materiale del telo. È proprio questo il collegamento che manca.
Il vescovo di Troyes contestò l’autenticità della Sindone
Alla fine del Trecento la Sindone era già al centro di una controversia.
Pierre d’Arcis, vescovo di Troyes, contestò l’autenticità del telo in un memorandum indirizzato all’antipapa Clemente VII, sostenendo che fosse stato realizzato artificialmente e richiamando un’indagine condotta dal suo predecessore.
Il documento costituisce una testimonianza storica fondamentale, perché dimostra che la questione dell’autenticità era discussa già pochi decenni dopo la comparsa della reliquia a Lirey.
Non ci dice però se i Templari l’avessero posseduta. Se il telo fosse stato prodotto nel XIV secolo, la teoria del suo recupero a Costantinopoli nel 1204 risulterebbe insostenibile. Se invece fosse più antico, resterebbe comunque necessario ricostruirne il percorso fino a Lirey.
La controversia sull’autenticità religiosa e quella sulla possibile custodia templare sono dunque collegate, ma non coincidono.
La Sindone al carbonio-14. Che cosa dice la scienza nel 2026?
Nel 1988 tre laboratori, a Oxford, Zurigo e Tucson, sottoposero alcuni campioni della Sindone alla datazione con radiocarbonio. I risultati, pubblicati nel 1989 sulla rivista scientifica Nature, collocarono il tessuto tra il 1260 e il 1390, con un livello di confidenza di almeno il 95%.
Se la datazione rappresenta correttamente l’età del telo, non può trattarsi della stessa reliquia descritta a Costantinopoli nel 1204, né del lenzuolo funerario utilizzato nel I secolo.
Negli anni successivi, tuttavia, alcuni ricercatori hanno contestato l’omogeneità dei campioni e l’interpretazione statistica dei risultati. Uno studio pubblicato nel 2019 sulla rivista Archaeometry, dopo aver riesaminato i dati originali, ha evidenziato differenze che, secondo gli autori, giustificherebbero nuove indagini.
La ricerca è proseguita anche nel 2026. Uno studio pubblicato su npj Heritage Science ha esaminato due frammenti conservati dall’Università dell’Arizona, provenienti dai campioni del 1988, riscontrando caratteristiche compatibili con il tessuto principale della Sindone e senza individuare evidenze di contaminazione. Il lavoro rafforza alcuni presupposti del campionamento originale, pur non costituendo una nuova datazione dell’intero telo.
Un’altra ricerca del 2026, pubblicata su Scientific Reports, ha analizzato materiale biologico raccolto sulla Sindone nel 1978, individuando DNA di diversa provenienza e numerose tracce ambientali. Questi risultati contribuiscono allo studio della storia materiale del tessuto, ma non consentono di stabilire quando sia stato prodotto né di dimostrare che appartenesse ai Templari.
Il dato fondamentale resta dunque la datazione medievale ottenuta nel 1988, mentre le contestazioni metodologiche e le nuove analisi devono essere valutate per ciò che effettivamente dimostrano.
C’è infine una distinzione interessante. Un tessuto prodotto nel XIII secolo avrebbe potuto, almeno cronologicamente, essere posseduto dai Templari prima della soppressione dell’Ordine nel 1312. Ma questa possibilità astratta non dimostra che ciò sia realmente avvenuto e, soprattutto, non permetterebbe di identificarlo con il telo descritto a Costantinopoli nel 1204.
Templari e Sindone: quali prove mancano davvero?
Proviamo allora a ricostruire la vicenda senza sovrapporre ipotesi e documenti.
Nel 1204 un cronista descrive una reliquia funeraria di Cristo custodita a Costantinopoli, della quale si perdono le tracce dopo il saccheggio. Durante il processo ai Templari, oltre un secolo più tardi, compaiono testimonianze relative a misteriose teste o idoli, senza alcuna identificazione certa con la Sindone.
Nel 1314 viene giustiziato Geoffroy de Charny, dignitario templare, mentre intorno alla metà del Trecento un cavaliere omonimo è associato al telo esposto a Lirey.
Sono tutti elementi storicamente interessanti, ma tra loro mancano almeno due collegamenti essenziali: un documento che dimostri il passaggio della reliquia di Costantinopoli ai Templari e un altro che ne attesti il trasferimento dall’Ordine alla famiglia di Lirey.
Senza questi passaggi, la teoria rimane una ricostruzione possibile soltanto sul piano narrativo, non una successione storica dimostrata.
La Sindone appartenne ai Templari? Il nostro verdetto
Cari lettori, alla fine di questa indagine dobbiamo riconoscere che la risposta meno spettacolare è anche quella più corretta: non possediamo prove sufficienti per affermare che i Cavalieri Templari abbiano custodito la Sindone di Torino.
La teoria utilizza personaggi autentici, documenti medievali e coincidenze suggestive, ma li collega attraverso passaggi che non siamo in grado di verificare.
Questo non significa che conosciamo ogni dettaglio della storia del telo prima della sua comparsa a Lirey. Significa piuttosto che un vuoto documentario non può essere considerato una prova a favore dell’ipotesi che desideriamo sostenere.
E forse è proprio questa la caratteristica più straordinaria della leggenda templare: ogni volta che nella storia medievale compare una reliquia scomparsa, un tesoro perduto o un archivio misterioso, i Cavalieri del Tempio sembrano pronti a entrare in scena.
Per la Sindone, però, il fascicolo rimane aperto soltanto come ipotesi da verificare. Il nostro verdetto è quindi semplice: Templari e Sindone, un collegamento affascinante ma non dimostrato.
Giulio Valerio Santini
Vero, probabile o leggenda?
| Affermazione | Verdetto |
| A Costantinopoli era venerato un telo associato alla sepoltura di Cristo | Documentato dalla testimonianza di Robert de Clari |
| Quel telo era certamente la Sindone di Torino | Non dimostrato |
| I Templari portarono via la reliquia nel 1204 | Non dimostrato |
| Alcune deposizioni templari parlavano di teste o idoli | Documentato, con testimonianze contraddittorie |
| L’idolo era il volto della Sindone | Ipotesi |
| La Sindone compare a Lirey nel XIV secolo | Documentato |
| Due personaggi chiamati Geoffroy de Charny compaiono nelle due vicende | Vero |
| La parentela tra i due dimostra il passaggio del telo | No |
| Il carbonio-14 collocò il tessuto tra il 1260 e il 1390 | Vero |
| È provato che la Sindone appartenne ai Templari | No |
Fonti
- Robert de Clari, La Conquête de Constantinople. Testimonianza medievale sulla reliquia venerata nella chiesa delle Blacherne.
- Pierre d’Arcis, Memorandum a Clemente VII, fine XIV secolo. Documento storico relativo alla controversia sulla Sindone a Lirey.
- P. E. Damon e collaboratori, Radiocarbon Dating of the Shroud of Turin, Nature, 1989. Risultati della datazione radiocarbonica del 1988.
- T. Casabianca e collaboratori, Radiocarbon Dating of the Turin Shroud: New Evidence from Raw Data, Archaeometry, 2019. Riesame statistico dei dati originali.
- Analysis of textile fragments from the 1988 radiocarbon samples of the Turin Shroud, npj Heritage Science, 2026. Analisi di frammenti provenienti dal campionamento del 1988.
- DNA signatures preserved in the official 1978 sample collection of the Shroud of Turin, Scientific Reports, 2026. Studio sulle tracce biologiche e ambientali presenti nei campioni.
- Malcolm Barber, The Trial of the Templars. Studio storico sul processo all’Ordine e sulle accuse formulate contro i cavalieri.
- Ian Wilson, The Shroud of Turin. Opera importante per la diffusione delle ipotesi che collegano la Sindone ai Templari, da distinguere dalle fonti documentarie.
Nella prossima indagine
Templari e Massoneria: il legame segreto esiste davvero?
Dopo la Sindone, ci occuperemo di un altro mistero che attraversa i secoli: la presunta sopravvivenza dei Templari nelle logge massoniche. Dalla Scozia alla Francia settecentesca, cercheremo di capire quando nasce questa tradizione e quali elementi possano essere effettivamente documentati.
Leggi anche: https://www.nationaldailypress.it/category/rubriche/saga-dei-templari/
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