Quali idee dei partiti per Milano?
La discussione sui candidati Sindaci in vista delle elezioni comunali del prossimo anno è ormai entrata nel vivo.
Tempi maturi
E ormai sembrano maturi perché abbia inizio il confronto fra le idee per Milano. Diciamo la verità, finora il dibattito su Milano ospitato dalle pagine milanesi del Corriere si è sviluppato su due binari paralleli.
Da una parte, intellettuali, giornalisti, esponenti della società civile, docenti universitari si sono confrontati apertamente sul futuro della città, sui nodi critici per il suo sviluppo strategico, sulle priorità da affrontare, le urgenze e su attori e processi che potrebbero risultare protagonisti del cambiamento.
Dall’altra parte, i partiti politici – di centro-sinistra e centro-destra – si sono confrontati su strategie, alleanza e nomi di potenziali candidati Sindaci.
E fra la prima e la seconda linea di dibattito non vi è finora stato alcun vero punto di contatto.
La priorità
È legittimo che il ceto politico cittadino e nazionale intenda come prioritaria la costruzione delle alleanze e la scelta del cavallo vincente per la corsa a Palazzo Marino. Soprattutto nel momento in cui non vi sono all’orizzonte candidati naturali. E almeno su questo, vi è da dare atto a Beppe Sala che se dopo due mandati amministrativi non vi è alcuna figura che si impone all’attenzione pubblica come suo possibile successore, sia a destra che a sinistra, vorrà pur dire che un segno importante in questa città il Sindaco uscente lo ha lasciato.
Lo scollamento
Tuttavia non si può fare a meno di notare come la pressoché totale incomunicabilità fra i due filoni del dibattito evidenzi un significativo scollamento fra la politica e la città. Possibile che, al di là delle legittime preoccupazioni per la necessaria ricerca di una quadratura politica su candidato Sindaco e alleanze, non vi sia alcuna sensibilità e attenzione verso quale idea di città, quale direzione intraprendere, per quella che è la città più importante del Paese?
Qualità amministrative
Certo, il candidato conta, come pure l’insieme delle forze politiche e sociali che dovrebbero sostenerlo. Ma anche la discussione sul candidato dovrebbe quanto meno portare a interrogarsi su qualità amministrative e visione strategica dei potenziali contendenti, oltre che sulle priorità strategiche che si ritrovano nelle diverse sensibilità individuali dei potenziali candidati Sindaco.
Centro-destra centro-sinistra
Da qualche giorno si stanno compiendo i primi, ancora molto timidi, passi in questa direzione, almeno nel centro-sinistra. Il centro-destra, infatti, dopo aver superato il dilemma fra candidato politico e candidato civico a favore del primo profilo, ha trovato il modo di emarginare, mettendolo sostanzialmente in “quarantena”, l’unico candidato civico aveva dato la disponibilità a candidarsi, l’imprenditore Civita, che peraltro era stato anche l’unico ad avviare un percorso dal merito programmatico.
Problema sicurezza, Centro-destra
E per il momento, sempre dal punto di vista programmatico, si è esclusivamente attenuto a ribadire la priorità del problema sicurezza, tema importante ma francamente non sufficiente a definire un quadro strategico all’altezza delle possibilità di una città come Milano.
Programma, primarie, centro-sinistra
Il PD, viceversa, reduce da un vertice con il responsabile nazionale dell’organizzazione, Taruffi, ha definito il percorso di avvicinamento affermando il principio per cui prima si deve definire il programma e poi si sceglie il candidato. Un tassello che si aggiunge a quello della Carta dei valori, sulla quale il centro-sinistra ha messo al lavoro un gruppo di saggi. Tuttavia la sequenza valori/programma/candidati, proprio nel caso della candidatura a Sindaco, sembra del tutto ingenua, oltre che illusoria.
Esecutore burocratico
È infatti chiaro che, per il rapporto privilegiato che un Sindaco stabilisce con la sua città, la scelta delle priorità e della visione amministrativa da adottare dipenda in maniera privilegiata da chi occuperà quel posto, che non può essere semplicemente inteso come un “esecutore burocratico” di un programma che i partiti della sua coalizione gli lasciano in eredità. E inoltre è assai plausibile che siano per primi i cittadini milanesi a non intenderla in quel modo.
Le candidature
Proprio per questo, sul cammino verso la scelta del candidato Sindaco, le candidature in campo possono fornire un fondamentale contributo alla costruzione di un insieme di priorità e di una visione della città che potranno in seguito diventare comunque patrimonio comune della coalizione. E che potrebbero ragionevolmente motivare anche qualche candidatura a ritirarsi dal confronto, in quanto soddisfatta dalla presa in carico delle sue indicazioni da parte di un candidato eventualmente più forte.
Idee in campo
Occorre perciò superare l’idea che ciò che conta sia condensare un po’ di aspettative e speranze dei cittadini milanesi nel profilo personale di una figura che in via del tutto ipotetica, e nella migliore delle ipotesi potenziale, potrebbe incarnare una buona scelta per la città, o quanto meno risultare sufficientemente competitiva rispetto alla fisionomia del candidato avversario.
È quindi indispensabile avviare un’ampia discussione pubblica sul futuro di Milano, mettendo in campo non soltanto persone ma anche idee. Avanti, cari partiti di centro-destra e centro-sinistra: c’è spazio per mettere in campo con autorevolezza le proprie idee. Milano sta giusto aspettando!
