Dieci concerti a fine estate per un artista che trasforma emozioni in presenza viva
Il Vittoriale
Nell’anfiteatro del Vittoriale degli Italiani, durante il festival Tener-a-mente, Biagio Antonacci porta una delle tappe più attese del suo tour Unplugged 2026, dieci serate consecutive dal 4 al 16 settembre che hanno trasformato il Garda in un punto di riferimento musicale di fine estate. Il festival, nato nel 2011 e cresciuto sotto la guida appassionata di Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Vittoriale, ha reso questo luogo uno dei palchi più suggestivi d’Italia: un anfiteatro che non ospita semplicemente concerti, ma li avvicina, li amplifica, li rende esperienza. Ogni sera, circa duemila spettatori riempiono la cavea, creando un clima di attesa e partecipazione che si percepisce già prima che le luci si abbassino.

Antonacci scalzo
Antonacci entra scalzo, come nelle notti in cui vuole sentire il palco sotto i piedi, viverlo, ballarlo. Il grande cavallo blu di Mimmo Paladino veglia dall’alto: non come semplice scultura, ma come una presenza totemica, un guardiano silenzioso che osserva la scena e sembra custodire l’intimità della serata.
La band è piccola ma grande
Cinque musicisti che costruiscono un suono essenziale e potente. Alcune canzoni scorrono in versione acustica, solo chitarra; altre si appoggiano alla tastiera, creando atmosfere più intime, quasi sospese. È un concerto che respira, che non ha bisogno di sovrastrutture: Biagio alterna momenti in cui canta a voce piena — calda, sicura, ancora sorprendentemente forte — ad altri in cui la voce si fa sussurro, un filo delicato che attraversa l’anfiteatro e arriva ovunque.
Biagio non canta davanti al pubblico: canta dentro il pubblico.
Ascolta i commenti, risponde, sorride, si lascia attraversare dall’energia della platea. Quando qualcuno gli porge tre girasoli legati da un nastro rosso, li accoglie come un dono prezioso, un gesto che diventa parte della narrazione della serata. La scaletta scorre come un racconto continuo: Se io, se lei, Iris, Non vivo più senza te, Liberatemi, e poi i brani più recenti, quelli che parlano di scelte, di consapevolezze, di presente.

La dedica a Gino Paoli
Con Una lunga storia d’amore è uno dei momenti più delicati, ma non il più delicato. Perché la vera delicatezza della serata sta nel modo in cui Antonacci racconta le emozioni che tutti, prima o poi, hanno vissuto. Anche quando sono emozioni difficili — tristezza, frustrazione, abbandono — il pubblico le canta con trasporto, forse ancora di più quando sono emozioni superate, trasformate, lasciate alle spalle. È come se quelle ferite, una volta guarite, diventassero canto puro, liberatorio. E allora Biagio può cantare la pienezza: la gioia, la serenità, la vita che oggi, qui, vibra forte.
Fatemi sentire l’anima
Più volte invita la platea a lasciarsi andare: fatemi sentire l’anima, dice. E non è un artificio da palco. È un invito sincero, un modo per dire che la musica non è solo sua, ma di tutti. Biagio è un amplificatore delle emozioni: le raccoglie, le rilancia, le restituisce più grandi, più luminose. E lo fa con una presenza scenica che riempie l’anfiteatro senza mai diventare ingombrante.
La nonna
C’è anche un senso di normalità che attraversa la serata, una normalità che lui rivendica con dolcezza. Ricorda, per esempio, la scomparsa della nonna di una persona del suo staff: un gesto semplice, umano, che dice molto del suo modo di stare sul palco. Antonacci è un grande cantautore, sì, ma è anche una persona che appare viva e vera, vicina, generosa. Porta sul palco tutta la sua esperienza, ma sempre con la gratitudine di chi sa che il pubblico è la sua storia, la sua casa.
La sua verità
Per chi, come chi vi scrive, non lo aveva mai ascoltato dal vivo, è stata una scoperta sorprendente. Perché Biagio Antonacci è un professionista impeccabile, ma soprattutto è un uomo che sul palco porta la sua verità, la sua umanità, la sua capacità di trasformare la musica in un incontro, trasformando ogni brano in un frammento di vita condivisa. Un concerto che non si dimentica.
