Buskers Festival. Ferrara diventa un teatro a cielo aperto
Aspettati l’inaspettato.
Uno slogan che ha invitato gli spettatori della trentanovesima edizione del Ferrara Buskers Festival a lasciarsi sorprendere, a incontrare gli artisti nelle piazze, a ascoltare musiche mai ascoltate prima.
I buskers
Sono gli artisti di strada e Ferrara dal 26 al 30 di agosto 2026, come ogni fine agosto da quasi quarant’anni, è stata la loro capitale. 78 i gruppi invitati con 259 performer, 201 giovani sotto i 35 anni, 27 nazionalità rappresentate con un’attenzione forte per l’Asia e la presenza di buskers di Iran, Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong, Giappone oltre a europei e americani.
Il Castello Estense
Eretto nel1385 per volontà di Nicolò d’Este, unica fortezza d’Europa circondata dall’acqua e con ponte levatoio originale) è stato lo sfondo ma anche parte integrante del Festival, così come piazza Savonarola, con gli artisti che si sono esibiti sotto lo sguardo della statua dedicata a Girolamo Savonarola o vicino ai leoni del duomo, le sculture romaniche del XII secolo a guardia della cattedrale di San Giorgio.
Omar Pedrini (storico leader dei Timoria)
E’ il vicedirettore artistico del Festival ha dichiarato al Resto del Carlino: «Ciò che rende magico il Festival sono proprio le vie, i monumenti, gli angoli di questa meravigliosa città. Altrove non sarebbe mai la stessa cosa. Nemmeno a Parigi». E l’inaspettato è arrivato, ad esempio negli occhi di Andrea di 4 anni che ha detto: «Mamma guarda, quel signore ha la testa nel pallone» mentre guardava e ascoltava l’esibizione del francese Frédéric Elasbahni, The Bubble Man, inghiottito da un palloncino gigante a suon di musica, un po’ Sisifo con un “mondo” di plastica sulle spalle e un po’ personaggio dei Minions.
Le bacchette infuocate
Hanno stupito anche le bacchette infuocate della batteria del giapponese Gaku, Kaisel Nakamura, che è riuscito a unire il fuoco con il tamburo. Silenziosa ma seguitissima invece la performance del burattinaio slovacco Carlo, Adam Kriss, che ha mosso le braccia e le mani di un piccolo burattino, pittore in tempo reale di un mini quadro dove si intravedeva il Castello Estense. Sguardi verso l’alto per i salti e le acrobazie dei giapponesi Haribow nella Rotonda Foschini (il cortile ovale all’esterno del teatro Comunale Claudio Abbado).
Gli Haribow
Sono stati tra i migliori partecipanti della diciassettesima edizione del talent show Britain’s Got Talent per il double dutch (salto alla corda acrobatico). The Bubble Man, Gaku, Carlo e gli Haribow sono solo alcuni dei tanti artisti che si sono esibiti in contemporanea in più punti della città, alternandosi e ripetendo gli spettacoli più volte, sempre con il cappello (o la custodia degli strumenti musicali) davanti a loro, in attesa a fine esibizione di vederlo riempito con le offerte del pubblico: «Non si tratta di elemosina, ma di uno scambio culturale ed emotivo diretto tra chi esibisce il proprio talento e chi lo riceve» si legge sul sito del Festival.
Rebecca Bottoni
Direttice artistica ha spiegato: «Il Festival non è soltanto ciò che accade sul palco invisibile delle nostre strade. È ciò che accade dentro ciascuno di noi quando un’emozione ci sorprende senza chiedere il permesso. È quell’istante in cui un’intera piazza trattiene il respiro davanti a un funambolo sospeso».
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