Meglio saper poche cose, ma belle e necessarie, che moltissime cose… di poco conto ed inutili! (Lev Tolstoj)
Scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo, morto nel 1910, annota come alcuni elementi fondamentali del nostro vivere quotidiano, come ad esempio la comunicazione e spesso quella informatica, ci offrono un immenso paniere colmo di ogni dato (dai peggiori cascami, dalle fake news… fino alle perle). In una confusione totale che genera relativismo, disorientamento e scompiglio mentale e morale è dunque indispensabile ritornare all’esercizio critico, al vaglio, alla selezione, individuando soprattutto le “poche cose, belle e necessarie”; e solo così si alimenta lo spirito, si trova una lampada che guidi il cervello e il cuore, anzi si diventa capaci di accrescere la conoscenza anche attraverso le cose secondarie (e qualsiasi “agenzia educativa” è coinvolta -famiglia, scuola…-)!

