Il 20 aprile si sono tenute le elezioni parlamentari in Bulgaria e l’ex presidente Rumen Georgiev Radev, ha ottenuto la maggioranza assoluta. Il suo partito Progressive Bulgaria (Прогресивна България) ha ottenuto il 44,6%, mentre il partito filoeuropeo GERB–SDS ( ГЕРБ – СДС, nato dalla coalizione tra GERB e l’Unione delle Forze Democratiche) guidato da Boyko Borisov, il 13,4%. Il PP-DB (Продължаваме промяната – Демократична България – “Continuiamo il Cambiamento – Bulgaria democratica”) il 12.6%. Dopo quasi trent’ anni, Radev riuscirà a guidare il primo Governo monopartitico della Bulgaria, provando ad avere maggiore stabilità politica, dopo otto elezioni in cinque anni. Secondo alcuni esperti della disinformazione, la Bulgaria avrebbe presentato “uno degli ambienti informativi più favorevoli” per la manipolazione non democratica in Europa. Pertanto, il Governo bulgaro ha chiesto l’assistenza dei servizi diplomatici europei, attivando il sistema di risposta rapida previsto dalla legge sui servizi digitali (DSA) per contrastare le minacce di interferenze straniere. Per quasi un decennio, Radev ha ricoperto la carica di capo di Stato cerimoniale, un ruolo che gli ha garantito maggiore influenza mentre gli altri partiti creavano e smantellavano coalizioni instabili. Durante la sua campagna elettorale, ha sposato le posizioni più aperte verso il Cremlino, opponendosi principalmente agli aiuti militari all’Ucraina per la guerra contro la Russia. Tra UE, Nato e Mosca, Radev propone una linea pragmatica. Da un lato, la Bulgaria è fortemente dipendente dalle importazioni russe di gas, dall’altro Rheinmetall Bulgaria (una joint venture strategica da 1 miliardo di euro siglata a ottobre 2025 tra il gigante tedesco della difesa Rheinmetall e l’azienda statale bulgara VMZ) ha siglato un accordo per la costruzione di un importante stabilimento a Sopot per produrre polvere da sparo e munizioni d’artiglieria (155mm) secondo standard NATO. Pertanto Radev non ha intenzione di favorire un distacco dalla NATO a favore di Mosca. Non bisogna dimenticare inoltre che Sofia percepisce fondi dell’Unione Europea e ricopre un ruolo fondamentale nello schieramento NATO in Europa meridionale. È probabile quindi che il nuovo premier cercherà di bilanciare la posizione del Paese tra i due schieramenti, per minimizzare le perdite e massimizzare i vantaggi.
Laureata in relazioni internazionali, scrivo da più di tre anni di politica estera e dinamiche internazionali. Credo fermamente che tutto, dal cibo che mangiamo ai film che guardiamo, sia politico e ciò vale anche per l’informazione che consumiamo. Nel 2025 ho frequentato una Scuola di Reportage Narrativo intitolata alla memoria di Alessandro Leogrande, un’esperienza che mi ha spinto a riorientare i miei obiettivi professionali. Attualmente vivo in Belgio, Paese che sto imparando a conoscere e di cui vorrei restituire storia, cultura e contraddizioni.
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