Dal 1212 al 1214, l’assetto geopolitico europeo venne profondamente scosso da due battaglie che segnarono e indirizzarono il vecchio continente verso nuove prospettive che influenzarono pesantemente i decenni e i secoli a venire.
Las Navas de Tolosa e Bouvines furono l’epicentro di cambiamenti radicali sia a livello politico che religioso, l’alba di un nuovo inizio.
Innocenzo III, l’apogeo del potere monarchico del Papa
Salito al soglio pontifico nel 1198, il suo pontificato fu l’apoteosi della teocrazia, affermando con forza dei principi nettissimi; il Papa non è successore di Pietro, ma vicario di Cristo, e ha il dovere di governare sul mondo secolare, affermando che la Chiesa è il sole e l’Impero la luce che da esso riceve la luce. Come vedremo, alla fine del suo pontificato, il Papato divenne realmente la prima forza politica in Europa.
Bouvines, il tramonto dell’Impero
Nel 1201,nel pieno della lotta per la successione al titolo di imperatore, Innocenzo III intervenne in modo diretto ed inequivocabile a favore di Ottone di Brunswick in opposizione a Filippo di Svevia, fratello del defunto imperatore Enrico IV. In cambio dell’appoggio del Papa, Ottone concesse ampie libertà alla Chiesa tedesca e rinunciò alle pretese imperiali su Ancona e Spoleto, sulla Toscana e sulla Sicilia ( su questo territorio pesa l’accordo di Melfi del 1059 che definì il rapporto di vassallaggio tra i normanni e il papato).
Ottone, divenuto imperatore, disattese gli accordi e, rivendicando la Sicilia, attirò a sé la scomunica. Innocenzo III attese qualche anno e, raggiunta la maggiore età del suo pupillo, il futuro Federico II, gli concesse la corona di re di Sicilia (1208) e lo mise in lizza per la candidatura ad imperatore nel 1211.
La situazione era veramente tesa e si stavano verificando tutte le premesse per uno scontro armato che, infatti, non tardò ad arrivare.
Il 27 luglio del 1214, a Bouvines, l’alleanza tra Federico di Svevia, Innocenzo III e Filippo Augusto di Francia risultò trionfante avendo la meglio sull’esercito imperiale di Ottone, spalleggiato da inglesi e fiamminghi.
Fu la fine dell’Impero nell’ordinamento politico della cristianità e l’inizio dell’ascesa verticale delle singole monarchie su base nazionale, inoltre l’Inghilterra ne uscì fortemente ridimensionata causando un terremoto anche in politica interna dal quale ne derivò uno dei documenti fondativi del moderno Stato di diritto, la Magna Charta.
Las Navas de Tolosa, la riscossa cristiana
Nella seconda metà del XII secolo si affermò in nord Africa una dinastia berbera che ebbe notevole influenza sul destino dei popoli che abitavano quei luoghi. Gli Almohadi infatti entrarono in aperto contrasto con gli Almoravidi (la dinastia che dominava quelle terre) per questioni ufficialmente teologiche, accusando i loro avversari di eresia. Con la conquista di Marrakesh del 1147 ad opera degli Almohadi, suonò l’ora della fine della dominazione almoravide in Africa e in al-Andalus (come veniva definita la Spagna musulmana).
“Con la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, anche grazie alla mediazione papale, i regni cristiani parvero ritrovare una parvenza di unità per quanto ancora nel 1211 il sovrano di León Alfonso IX avesse stipulato un patto con gli Almohadi contro il proprio omonimo cugino castigliano. Quello stesso anno, allo scadere della tregua stipulata con Alfonso VIII, i musulmani si spinsero nuovamente verso nord conquistando la strategica fortezza di confine di Salvatierra, tenuta dai cavalieri dell’Ordine di Calatrava, fondato nel 1158 a difesa dei territori cristiani contro le
incursioni saracene. L’evento suscitò grande impressione e spinse Alfonso VIII a richiedere a Papa Innocenzo III la predicazione di una crociata. All’inizio di aprile del 1212 il Pontefice fece pervenire ai vescovi di Toledo e Santiago un documento nel qual esortava alla concordia i monarchi cristiani ricordando la necessità di far fronte comune contro i nemici della Croce. Le forze della coalizione cristiana si radunarono a Toledo per la Pentecoste del 1212: accanto agli eserciti riuniti di Alfonso VIII di Castiglia e Pietro II d’Aragona erano presenti numerosi cavalieri crociati francesi raccolti dai vescovi di Narbona, Nantes e Bordeaux. A costoro bisogna sommare i combattenti baschi, comandati da Sancho VII di Navarra, che si era impegnato a raggiungere i crociati a campagna già iniziata, e quelli lusitani inviati da Alfonso II del Portogallo. Soltanto il sovrano leonese Alfonso IX scelse di restare neutrale e non partecipare alla crociata contro i mori” (tratto da natiperlastoria.home.blog).
La vittoria cristiana segnò un vero punto di non ritorno nella storia della presenza musulmana in Europa. Da quel momento e nei successivi anni i musulmani persero infatti Cordova nel 1263 (e la magnifica moschea, la più vasta al mondo dopo La Mecca, fu trasformata in cattedrale cristiana), Valencia nel 1238, Murcia nel 1243, Siviglia nel 1248 (e il re di Castiglia si insediò nell’Alcazar. La dimora dei principi arabi) e Cadice nel 1262.
Bibliografia : Piccinni, “I mille anni del medioevo”, Milano, Mondadori, 1999
Federico Gatti

