Un’ondata di migranti ha attraversato il confine tra il Marocco e Ceuta, la piccola enclave spagnola nel Nord Africa, lasciando sul terreno almeno nove morti. Di fronte a questo afflusso improvviso, il governo di Madrid ha deciso di schierare l’esercito a supporto della Guardia Civil per ristabilire il controllo della frontiera. Secondo le agenzie di stampa, non è ancora chiaro cosa abbia scatenato un movimento migratorio di tale portata. Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, si è recato personalmente a Ceuta nei giorni successivi per seguire da vicino l’evolversi della situazione. Ceuta e Melilla rappresentano un caso unico: sono le uniche città spagnole, quindi europee, ad avere una frontiera terrestre con il continente africano. Il Marocco, dal canto suo, non ne riconosce la sovranità spagnola e le considera territori occupati, una posizione che alimenta periodiche tensioni diplomatiche tra i due Paesi. Per la Spagna, primo approdo europeo per chi fugge da povertà e conflitti, Ceuta e Melilla restano da anni un punto nevralgico: entrambe le città sono fortemente presidiate e fortificate, ma continuano a essere una meta ambita da chi tenta di raggiungere l’Europa. Molti dei migranti che riescono a entrare vengono respinti quasi immediatamente; altri trovano invece accoglienza nei centri predisposti, dove possono presentare domanda di asilo. L’episodio ha innescato anche una frizione diplomatica tra Italia e Spagna. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, è intervenuto sui social paventando la possibilità di chiudere lo spazio Schengen con la Spagna, sostenendo che le immagini provenienti da Ceuta dimostrassero l’errore della scelta di Madrid di concedere la cittadinanza spagnola (e dunque europea) a oltre 500mila migranti irregolari, un provvedimento che a suo dire finirebbe per incentivare il traffico di esseri umani. Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha replicato condannando le parole della controparte italiana, in quanto si aspettava maggior solidarietà dal partner italiano. Per questo motivo, la Spagna ha convocato l’ambasciatore italiano, segno di una tensione concreta tra due Stati membri dell’Unione. Dall’Unione europea, l’unica voce a farsi sentire nell’immediato è stata quella del commissario europeo per la Migrazione, Magnus Brunner, secondo cui la protezione delle frontiere esterne dell’Unione resta un elemento cruciale nella lotta all’immigrazione irregolare. Brunner ha dichiarato di essere in contatto con le autorità competenti per seguire l’evolversi della situazione a Ceuta e ha comunicato al ministro spagnolo Grande-Marlaska la disponibilità dell’UE a rafforzare il sostegno alla Spagna, anche attraverso Frontex. Il Commissario ha inoltre precisato che Bruxelles sta seguendo la questione anche con le autorità marocchine, per assicurarsi che vengano messi in campo tutti gli sforzi necessari a gestire la crisi.



