Raffaello Bonifazi, profondo conoscitore delle problematiche di coppia e autore dei libri “Storie di Motel” e del nuovo “Facciamo Motel: L’Amore a Ore”, risponde alle vostre lettere: dubbi se è la persona giusta per voi, insicurezze, sospetti di tradimento, passioni che si sono raffreddate, desideri di nuove esperienze e tutto ciò che vi tiene svegli di notte. “Chiedilo a Raffaello”: ogni venerdì pubblicheremo le vostre lettere e le relative risposte. Non siate timidi, lo sappiamo già che è “per il vostro amico/a” … e in ogni caso, non pubblicheremo mai i vostri nomi o indirizzi e-mail.
Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it
Unica regola: non offendetevi se la risposta arriverà accompagnata da un sorriso. E ricordate… nella vita, come al motel, per ogni porta che si chiude ce n’è una che si apre.
💌 LA LETTERA DI OGGI 💌
Caro Raffaello,
sono sposato da molti anni, forse dovrei dire troppi dopo quello che ho scoperto. Fino a poco tempo fa non avevo particolari problemi di coppia; chiaramente non siamo più gli stessi che eravamo in viaggio di nozze, ma questo lo ritengo naturale. Quello che non è naturale è che mia moglie abbia preso l’abitudine di “parlare” con ChatGPT.
Ne sarei lieto se lo interrogasse su qualche necessità concreta, un problema da risolvere o magari per qualche nuova ricetta in cucina. Invece l’oggetto delle loro discussioni sono io e la “crisi matrimoniale” in atto.
Inizialmente la cosa mi aveva persino fatto sorridere, ma col passare del tempo ho notato che stava prendendo una brutta piega e che assomigliava sempre più a una dipendenza psicologica. Questi prompt non facevano altro che alimentare sospetti, dubbi e paranoie di mia moglie.
Ecco alcune domande che mi è capitato di leggere:
“Quali probabilità ha una coppia sposata da X anni di separarsi se entrambi lavorano e hanno un figlio?”
“Come capire se mio marito mi ama ancora?”
“Il calo di desiderio da parte di un uomo nei confronti di sua moglie è normale?”
“Come rendersi desiderabili dopo X anni di matrimonio?”
“Come scoprire se mio marito ha un’altra?”
“Se mio marito si comporta così, allora vuol dire che siamo in crisi?”
“Tu cosa faresti al mio posto?”
E oltre a queste domande generali, gli racconta dettagliatamente le nostre giornate: come erano, come sono e come dovrebbero essere.
Quando le ho fatto notare che forse stava esagerando, mi ha risposto che almeno ChatGPT la ascolta fino alla fine senza interromperla.
Questa “crisi” nasce proprio da tutte le risposte e dai dubbi sollevati dall’intelligenza artificiale, che nel suo infinito sapere e disponibilità dice tutto… e il contrario di tutto.
Io non sono geloso del computer, ma questo atteggiamento di mia moglie è preoccupante e non riesco a guardare questa situazione con leggerezza.
L’intelligenza artificiale ha preso il posto dell’“amica metti zizzania”: quella che trova un problema a ogni soluzione, quella che consiglia senza sapere, quella che parla senza capire. Solo che l’AI non va mai in vacanza, non puoi litigarci, non puoi dirle “la tua amica parla tanto ma non capisce niente” nella speranza di aprirle gli occhi.
ChatGPT è super partes: non può sbagliare, sa tutto e non dorme mai. È il guastafamiglie del futuro!
📨 LA RISPOSTA DI RAFFAELLO 📨
Caro Lettore,
Anche l’AI, come praticamente tutti gli strumenti, può essere un utile alleato o un acerrimo nemico – dipende tutto dall’uso che ne facciamo.
Sono d’accordo con te quando dici che l’AI, con il suo infinito sapere, disponibilità (e pazienza, aggiungerei) solleva infiniti dubbi proprio perché riversa sull’utente una quantità potenzialmente infinita di informazioni. Una domanda tira l’altra e, risposta dopo risposta, è facile finire la sessione con più dubbi di quanti ne avevamo prima di cominciare a interrogare il programma. Oltretutto, questa pratica può dare un effetto di assuefazione, se non creare una vera dipendenza nell’utente.
Però dobbiamo anche aggiungere che è sempre tua moglie che cerca l’AI e mai il contrario. Almeno questo vantaggio, nel confronto con “l’amica metti zizzania”, c’è… e per fortuna!
Immagina se di punto in bianco l’AI chiamasse al telefono tua moglie e le chiedesse: “Sei sicura di sapere dove è tuo marito adesso?” – praticamente si divorzierebbero tutti.
Il punto sono i dubbi di tua moglie: ChatGPT è solo uno specchio che riflette le insicurezze della tua compagna. Oltretutto è sempre disponibile e gentile: è programmato per esserlo – chissà cosa direbbe se potesse parlare apertamente anche lui! Noi comuni mortali abbiamo energie e pazienza limitate, non possiamo competere con lui.
Non ci dici se effettivamente hai una relazione extraconiugale e quindi adesso stai patendo per i tuoi “peccati matrimoniali” oppure devi subire tutto questo gratuitamente.
Nel primo caso ti consiglio di fare una pausa riflessiva e valutare cosa vuoi fare da grande… o, perlomeno, stai più attento del solito per non farti scoprire.
Nel secondo stai subendo una vera ingiustizia: come minimo dovresti disdire l’abbonamento a ChatGPT!
Molto d’effetto potrebbe essere una frase da maschio di altri tempi, detta nell’era dell’intelligenza artificiale: “Invece di perdere tempo col computer, parla con un vero uomo!”. L’AI avrà sapere e pazienza infiniti… ma ha anche degli evidenti limiti fisici per far felice una donna.
Oppure, se non vuoi combatterlo, prova a farne un alleato: insieme a tua moglie, caricate queste lettere e leggete la risposta insieme. Se riuscite a riderci sopra, avrete già risolto tutti i problemi causati dal programma. Una risata vale ancora più di mille prompt!
Saluti dal Motel… dove non si dorme mai 😉
CHIEDILO A RAFFAELLO! Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it Non essere timido/a, la tua privacy è garantita: il tuo indirizzo e-mail, nome o dati non saranno pubblicati, solo le tue domande e le relative risposte.
E se preferite leggere, anziché scrivere, vi consigliamo il nuovo libro di Raffaello Bonifazi:

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Estratto dall’intervista al “Disagio Club”


