Quando avremo quarant’anni, altri uomini e più validi di noi, ci getteranno pure nel cestino come manoscritti inutili! (Filippo Tommaso Marinetti)
Poeta, scrittore, drammaturgo (stravagante e provocatorio) e fondatore del futurismo, morto nel 1944, ci dice che, lasciando il particolare della frontiera dei quarant’anni, vi è una riflessione che possiamo “estrarre”; in una società che esalta il benessere fisico, la bellezza esteriore, i “palestrati” e “il silicone”, l’attivismo e la frenesia nel fare e nel godere, è facile essere gettati nel cestino se si è appena un po’ avanti negli anni o inetti o malandati. Certo, ci sono ricoveri ed R.S.A., agenzie di sostegno a tutela dei disabili e degli anziani,… ma c’è la fredda percezione che queste persone siano solo un peso a cui si destinano molti fondi, ma poca comprensione, vicinanza e amore; bisogna però anche, che l’anziano ed il malato siano coscienti del proprio limite e non diventino pedanti e ”pretenziosi” (perché anche questo è un segno di dignità).

