Raffaello Bonifazi, profondo conoscitore delle problematiche di coppia e autore dei libri “Storie di Motel” e del nuovo “Facciamo Motel: L’Amore a Ore”, risponde alle vostre lettere: dubbi se è la persona giusta per voi, insicurezze, sospetti di tradimento, passioni che si sono raffreddate, desideri di nuove esperienze e tutto ciò che vi tiene svegli di notte. “Chiedilo a Raffaello”: ogni venerdì pubblicheremo le vostre lettere e le relative risposte. Non siate timidi, lo sappiamo già che è “per il vostro amico/a” … e in ogni caso, non pubblicheremo mai i vostri nomi o indirizzi e-mail.
Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it
Unica regola: non offendetevi se la risposta arriverà accompagnata da un sorriso. E ricordate… nella vita, come al motel, per ogni porta che si chiude ce n’è una che si apre.
💌 LA LETTERA DI OGGI 💌
Caro Raffaello,
Da quando sono sposato (circa cinque anni) ho sempre rigato dritto, ma sfortuna volle che la mia nuova collega, con la quale condivido l’ufficio, sia una donna bellissima.
Il problema è che non devo cercarla o telefonarle: puntualmente me la trovo in ufficio e con lei passo otto ore. Giorno dopo giorno mi sono accorto che mi piace sempre di più, e anche lei mi sembra essere ben disposta nei miei confronti.
Io mi sento una vittima delle circostanze: non sono uscito la sera in “perlustrazione”, non ho scaricato sul cellulare un’app di incontri, non ho chiesto a un amico di presentarmi qualcuna; non ho fatto niente che potesse procurarmi una relazione extraconiugale, a me è piovuta dal cielo… direttamente sulla scrivania accanto alla mia!
Questa situazione mi sta consumando: continuo a pensare a lei anche quando non sono in ufficio, e anche mia moglie si è accorta che sono cambiato.
Capisco che così non si può andare avanti, non posso evitare di incontrarla, la vedo tutti i giorni… non vedo altra via di uscita se non quella di andarci insieme.
Ho pensato che, se mi togliessi lo sfizio, magari una volta sola, poi questa fissa mi passerebbe e potrei tornare a concentrarmi sul lavoro e sulla famiglia, salvandoli entrambi.
Oppure dovrei, ogni tanto, ripetere la pratica per scongiurare ricadute?
📨 LA RISPOSTA DI RAFFAELLO 📨
Caro Lettore,
Tu stai cercando giustificazioni con te stesso per far passare il tradimento come un atto risolutore del “problema” di avere per collega una bella donna. È vero che non sei andato a cercarla, ma trovarla quotidianamente sul lavoro non ti assolve.
Intendiamoci, se la vuoi frequentare non sarò certo io a dirti di non farlo: io affitto camere a ore; sono la persona meno indicata per farti la morale, ma non prendiamoci in giro.
Di matrimoni salvati da un tradimento (singolo o seriale) non ce ne sono stati molti e dubito fortemente che potrebbe giovare al tuo.
Se il problema è veramente la tentazione continua di avere una bella donna accanto, la soluzione è semplice: chiedi a un collega un cambio della scrivania – chi rifiuterebbe di farti questo “favore” dato che è una bella ragazza?
La tua idea di toglierti lo “sfizio” una tantum, o di cominciare una relazione extraconiugale per uscire da questa situazione che ti tiene sotto pressione, è a mio avviso molto poco funzionale, e sono sicuro che, in fondo, lo sai anche tu.
Hai ancora dubbi?
Immaginati questa scena: tua moglie che scopre la vostra relazione e tu che le rispondi: “Non è colpa mia, me l’hanno messa in ufficio e per salvare il nostro matrimonio ho dovuto togliermi lo sfizio… L’ho fatto per te!”.
Se è cattiva, ti picchia. Se è buona, chiama il medico.
Saluti dal Motel… dove non si dorme mai 😉
CHIEDILO A RAFFAELLO! Scrivi a raffaello.bonifazi@nationaldailypress.it Non essere timido/a, la tua privacy è garantita: il tuo indirizzo e-mail, nome o dati non saranno pubblicati, solo le tue domande e le relative risposte.
E se preferite leggere, anziché scrivere, vi consigliamo il nuovo libro di Raffaello Bonifazi:

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Estratto dall’intervista al “Disagio Club”


