Il lunedì ci si giustifica con il lavoro che si fa … ma la domenica che scusa portiamo? E’ orrenda, nemica dell’umanità! (Saul Bellow)
Figlio di ebrei russi, scrittore canadese, naturalizzato statunitense e morto nel 2005, ci dice che quando si lavora si aspetta il sabato e la domenica e con l’impegno delle cose si riesce a tirare avanti; ma giunti davanti alla festa, ecco il vuoto (quella che lui definisce “l’orrenda domenica”). Ci si affida allora, ancora al fare, al muoversi frenetico, alle innumerevoli cose da fare… sempre nel terrore di essere lì, soli con sé stessi, con pensieri che si vogliono evitare. E’ la paura di un vuoto che progressivamente si è aperto nell’uomo contemporaneo e che affiora ogni qualvolta cessano le distrazioni (vi è dunque un deficit di spiritualità, è una povertà di spirito che è il contrario di quella evangelica -fatta di apertura all’amore, alla vita, al mistero e al divino-). Ecco perché la domenica è importante, a differenza di quello che esprime questo autore, perché costringe ad essere veramente persona e non cosa o macchina!

