Vi dico che chi sta neutrale conviene che sia odiato da chi perde e disprezzato da chi vince! (Niccolò Machiavelli)
Politico, storico, drammaturgo, scrittore, diplomatico e filosofo italiano, morto nel 1527, ci indica una indubbia verità: non ci si può illudere di assidersi comodamente sopra le parti, evitando i rischi di una scelta; anzi, non è neppure corretto in molti casi esimersi da un giudizio e persino dallo “sporcarsi le mani” (infatti, non sempre l’uno o l‘altro campo, l’una o l’altra teoria sono indifferenti o analoghe. Si deve avere il coraggio di scoprire dove è il bene e dove è il male, il vero e il falso pur con tutte le cautele del caso!). Volersi conservare neutrali in modo asettico e soprattutto per quieto vivere o, come si usa dire oggi, per “buonismo” o “irenismo” alla fine produce o insignificanza oppure il risultato a cui si riferisce Machiavelli. E, per chi è credente… Gesù è “segno di contraddizione” (Lc.2, 34).

