La segretaria
Vedendo la segretaria che, evidentemente ancora intimidita si stava avvicinando circospetta, colse al volo l’occasione “perfetto Amintore. Grazie mille, sapevo che potevo contare su di te…non preoccuparti, sono sicuro che il tuo partito manterrà una maggioranza solida in Parlamento” il sistema politico italiano, come molti in Europa, prevedeva che il Potere esecutivo fosse approvato e godesse della fiducia del Parlamento.
Era un sistema strano, ma non glie ne importava niente in quel momento. “Non preoccuparti. È sempre un piacere…sì, ciao, stammi bene. Buonanotte.” Da loro forse era pomeriggio? Non gli importava. Riattaccò. La ragazza si stava ancora avvicinando. “Buonasera, signorina”, le disse. Poteva avere tra i 21 e i 25 anni, capelli castani cotonati, rossetto, tailleur verde acqua marina dal taglio molto elegante e un’espressione spaventata sul volto. “Guardi che non mordo”, le disse, cercando di apparire conciliante e facendole un largo sorriso. Sembrava quasi che la ragazza fosse…spaventata.
Capì subito perché. “stia tranquilla, signorina…?”, “..Tay…Taylor, Vivienne Taylor, signor segretario…Signore”, rispose lei deglutendo. “Bene”, continuò, “signorina Vivienne Taylor. Non si preoccupi, dico davvero…guardi che potrebbe avere quasi l’età di mia figlia”. A quelle parole la ragazza parve tranquillizzarsi un po’, “perciò mi dica, signorina Taylor”, le chiese, “cos’ha per me?”.
La segretaria venne avanti senza dire niente e gli poggiò sul tavolo una cartelletta marroncina lucida, chiusa con un elastico e contrassegnata da un timbro stampigliato sopra. Dentro c’erano pochissimi fogli. Forse soltanto uno. “è un cablogramma?”, domandò alla ragazza. Lei non gli rispose, così aggrottò le sopracciglia e la fissò da sopra le lenti degli occhiali, “signorina non sono stupido”, le disse “so che voi sapete tutto. Leggete anche i cablogrammi riservati.
È per questo che nessuno vi licenzia.
Perciò mi faccia un favore: mi dica cosa c’è dentro”. La ragazza annuì e deglutì, felice di rendersi utile “è…è un cablogramma dal Dipartimento della Difesa, signore”. Non lasciava ben sperare. Forse, si disse, a spaventarla non era l’idea di entrare nell’ufficio del Segretario di Stato. Annuì. “bene e mi dica, che cosa c’è scritto?”, “i sovietici hanno violato la quarantena di Cuba”, era una pessima notizia.
… continua

