Sette sindacati uniti per chiedere più organici. Ma perché, nonostante i concorsi, la carenza di personale continua a essere denunciata?
Quando organizzazioni sindacali diverse decidono di manifestare insieme, la notizia merita attenzione.
Il prossimo 14 luglio, alle ore 18, SIULP, SAP, SIAP, FSP Polizia di Stato, COISP, MOSAP e SILP CGIL daranno vita a una manifestazione unitaria a Fermo, con ritrovo davanti alla Prefettura e corteo fino a Piazza del Popolo. L’iniziativa nasce per denunciare quella che le organizzazioni definiscono una grave carenza di personale nella Questura e nella Polizia Stradale del territorio, chiedendo un rafforzamento degli organici e maggiori risorse per garantire la sicurezza dei cittadini.
Perché protestano
Secondo i promotori, il Fermano affronta la stagione estiva con un numero di operatori ritenuto insufficiente rispetto all’aumento della popolazione presente e alle esigenze di controllo del territorio. Le richieste riguardano l’invio di rinforzi, il blocco di ulteriori trasferimenti di personale verso altre sedi, la copertura di posizioni dirigenziali ancora vacanti e il potenziamento dell’organico civile dell’Amministrazione dell’Interno.
Mancano davvero i poliziotti?
È la domanda che molti cittadini si pongono.
Negli ultimi anni il Ministero dell’Interno ha effettivamente bandito concorsi con migliaia di posti e sono contemporaneamente in svolgimento numerosi corsi di formazione per nuovi agenti e per altre qualifiche della Polizia di Stato.
Questo significa che il reclutamento non è fermo.
Tuttavia, tra la pubblicazione di un concorso e l’arrivo effettivo di un agente in Questura trascorrono molti mesi. Dopo il concorso occorre completare visite mediche, accertamenti, formazione e tirocinio operativo.
Proprio su questo punto alcuni rappresentanti sindacali sostengono che la capacità delle strutture formative possa rappresentare uno dei fattori che rallentano l’immissione in servizio dei nuovi operatori. Al momento, però, non risultano dichiarazioni ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che confermino questa interpretazione come causa principale della carenza di organico.
Un tema che va oltre Fermo
La manifestazione nasce da una situazione locale, ma richiama un tema nazionale: come garantire un adeguato livello di sicurezza in presenza di pensionamenti, nuove esigenze operative e tempi tecnici necessari per formare il personale.
Il dibattito, quindi, non riguarda soltanto il numero dei concorsi banditi, ma anche la capacità del sistema di trasformare rapidamente i vincitori in operatori pienamente operativi sul territorio.
Una settimana importante per il comparto sicurezza
La mobilitazione del 14 luglio precede di pochi giorni quella del 18 luglio, promossa da organizzazioni sindacali del comparto militare e delle Forze di polizia a ordinamento militare.
Pur nascendo da iniziative distinte, entrambe riportano al centro dell’attenzione pubblica il tema delle risorse umane, delle condizioni di lavoro e dell’efficienza del sistema sicurezza.
Giulio Valerio Santini
Polizia di Stato in piazza il 14 luglio. I concorsi aumentano, ma gli organici continuano a diminuire
Sette sindacati uniti a Fermo denunciano la carenza di personale. Eppure negli ultimi cinque anni sono stati banditi oltre 18.500 posti da allievo agente. Cosa non sta funzionando?
Il prossimo 14 luglio le principali organizzazioni sindacali della Polizia di Stato – SIULP, SAP, SIAP, FSP Polizia di Stato, COISP, MOSAP e SILP CGIL – manifesteranno unitariamente a Fermo per denunciare la carenza di organico della Questura e della Polizia Stradale e chiedere un rafforzamento del personale.
La protesta nasce da una situazione locale, ma pone una domanda che riguarda l’intero Paese: perché, nonostante i numerosi concorsi banditi negli ultimi anni, gli organici continuano a essere giudicati insufficienti?
La carenza di personale non nasce oggi
Attribuire la situazione esclusivamente all’attuale Governo sarebbe una lettura riduttiva e intellettualmente non onesta.
La diminuzione degli organici è il risultato di un fenomeno che si sviluppa da anni, influenzato da pensionamenti, tempi di reclutamento, formazione e progressiva sostituzione del personale che lascia il servizio. Insomma da una incapacità di programmazione risalente nel tempo.
Negli ultimi anni, infatti, il Ministero dell’Interno non ha interrotto il reclutamento. Anzi, guardiamo i numeri.
Oltre 18.500 posti messi a concorso in cinque anni
I principali concorsi per allievi agenti della Polizia di Stato mostrano una crescita costante dei posti disponibili.
| Anno | Posti messi a concorso |
| 2022 | 2.569 |
| 2023 | 3.788 |
| 2024 | 3.193 |
| 2025 | 4.617 |
| 2026 | 4.400 |
| Totale | 18.567 |
L’ultimo concorso, pubblicato nell’aprile 2026, prevede 4.400 posti, confermando la volontà di incrementare il reclutamento.
Eppure gli organici continuano a ridursi
I dati contenuti nella pianificazione del Ministero dell’Interno mostrano una situazione che merita attenzione.
| Data | Dotazione organica | Personale effettivo | Scopertura |
| 31 dicembre 2024 | 109.271 | 97.931 | 11.340 (-10,4%) |
| 31 dicembre 2025 | 109.271 | 96.186 | 13.085 (-12,0%)* |
* Scopertura calcolata sulla dotazione organica prevista.
In un solo anno la forza effettiva risulta diminuita di circa 1.745 operatori, mentre la scopertura è aumentata.
È proprio questo apparente paradosso che rende interessante la protesta del 14 luglio.
Un concorso non significa un agente già operativo
Tra la pubblicazione di un bando e l’arrivo di un poliziotto in Questura trascorre un percorso lungo.
Occorrono prove concorsuali, visite mediche, accertamenti attitudinali, corso di formazione, tirocinio, assegnazione finale.
Il nuovo concorso da 4.400 posti si aggiunge ai corsi già in svolgimento nelle scuole della Polizia di Stato.
Per questo motivo il numero dei posti banditi non coincide automaticamente con quello degli operatori immediatamente disponibili sul territorio.
La domanda che resta aperta
I numeri consentono una riflessione. Se negli ultimi cinque anni sono stati autorizzati e banditi oltre 18.500 posti, perché molti territori continuano a denunciare carenze di personale?
Le possibili spiegazioni sono diverse:
- pensionamenti superiori alle nuove immissioni;
- tempi tecnici necessari per completare il reclutamento;
- durata della formazione;
- distribuzione del personale tra i vari uffici in attività non prettamente di Polizia
- troppe scorte a politici, magistrati, giornalisti, scrittori che tale necessità forse non hanno nella realtà
Alcuni rappresentanti sindacali ritengono che anche la capacità del sistema formativo possa incidere sui tempi necessari per rendere operativi i vincitori dei concorsi. Su questo punto, tuttavia, non risultano al momento dati ufficiali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza che consentano di individuare nella capacità delle scuole la causa principale del fenomeno.
La protesta del 14 luglio riguarda tutti
La manifestazione di Fermo non rappresenta soltanto una vertenza locale.
Essa pone una questione di interesse nazionale. Come trasformare rapidamente le autorizzazioni ad assumere in personale effettivamente presente sulle strade, nei commissariati e nelle questure?
È una domanda che interessa non soltanto gli appartenenti alla Polizia di Stato, ma ogni cittadino che chiede servizi di sicurezza efficienti.
Appena possibile approfondiremo ulteriormente e vi racconteremo
Giulio Valeio Santini
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https://www.nationaldailypress.it/author/giulio-valerio-santini
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