Perché la mia bocca è larga di sorriso e la mia gola profonda di canto, tu non credi che io soffra, trattenendo in me il mio dolore? Perché i miei piedi sono gioia di danza, tu non sai che io muoio! (Langston J. Hughes)
Poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista statunitense, morto nel 1967, ci dice che a volte si è “costretti” a sorridere, a stare nella folla vociante di una festa, mentre dentro di noi il cuore custodisce il segreto di una prova, di un tradimento, di una perdita. Certo, lo spettacolo deve continuare, ma dietro i lustrini, spesso, molti celano amarezze e solitudini, insoddisfazioni e fallimenti… ecco perché è necessario evitare i giudizi affrettati, fondati sulle apparenze. Mi torna alla mente ciò che diceva Machiavelli:
“Ognun vede quel che tu pari -mostri-, pochi sentono quel che tu sei!”.

