Intervista esclusiva
Walid Ben Hassen
6ª edizione del Festival International de la Vidéo de Sensibilisation
dal 28 al 30 agosto 2026 a Sousse, Tunisia
Alle prime luci dell’alba, il Mediterraneo rivela la sua natura più autentica
Non è soltanto un mare che separa continenti, lingue e culture. È, da millenni, uno spazio di incontro, un ponte liquido tra popoli, idee e civiltà. Le sue acque raccontano storie di commerci, migrazioni, scambi culturali e dialoghi che hanno plasmato l’identità stessa del mondo mediterraneo.
È in questo crocevia di storia e futuro, nella città tunisina di Sousse “la perla del Sahel”, nasce il Festival Internazionale dei Video per sensibilizzare le coscienze degli spettatori (FIVS). Un progetto culturale che va oltre la definizione tradizionale di festival cinematografico. Qui il cinema non è intrattenimento fine a sé stesso né ricerca di successo commerciale. Diventa invece uno strumento di riflessione, conoscenza e trasformazione sociale.
L’ambizione del FIVS è chiara: utilizzare il linguaggio audiovisivo per accendere il dibattito pubblico, promuovere la consapevolezza e incoraggiare una cittadinanza più responsabile e partecipe. In un’epoca dominata dalla velocità delle immagini, il festival sceglie di restituire profondità allo sguardo, offrendo uno spazio dove le storie diventano occasione di dialogo e comprensione reciproca.
Dietro questa visione c’è Walid Ben Hassen, imprenditore tunisino e fondatore di I Love Events, società specializzata nella produzione audiovisiva e nelle tecnologie per grandi eventi. Da un’intuizione semplice ma potente è nato un progetto destinato a superare i confini geografici della Tunisia e a inserirsi nel più ampio panorama culturale internazionale, costruendo un ponte tra creatività, impegno civile e cooperazione tra le due sponde del Mediterraneo.
Il FIVS non si limita a proiettare immagini. Ambisce a creare connessioni, stimolare coscienze e ricordare che la cultura, oggi più che mai, può essere una delle forme più efficaci di dialogo tra i popoli
La tecnologia ha valore solo quando è al servizio delle persone
Signor Walid Ben Hassen, come è nato il Festival Internazionale dei Video di Sensibilizzazione (FIVS)
Il FIVS è nato da un sogno: vedere un mondo migliore in futuro. Oggi siamo circondati dalle immagini, ma non tutte ci portano a riflettere. Ho voluto creare un festival che restituisse significato al video, trasformando ogni film in un messaggio capace di sensibilizzare, educare e ispirare. Questo progetto nasce dalla mia esperienza nel settore degli eventi e della produzione audiovisiva, ma soprattutto dal desiderio di mettere la tecnologia al servizio dell’essere umano.
Perché avete scelto proprio Sousse?
Sousse è una città aperta sul Mediterraneo, una città di dialogo e di storia. È un luogo in cui culture diverse si incontrano da secoli. Volevo che il festival nascesse in un posto che rappresentasse naturalmente lo scambio tra i popoli. Sousse è inoltre una città dinamica, capace di ospitare un evento internazionale pur mantenendo un forte legame con i propri cittadini.
Una delle caratteristiche più originali del festival è che non si svolge nelle sale cinematografiche. Perché?
Perché la sensibilizzazione deve andare incontro ai cittadini. Vogliamo trasformare spazi pubblici, piazze, istituzioni, università e persino aziende in luoghi di diffusione. Il cinema non deve essere riservato a chi acquista un biglietto; deve essere accessibile a tutti, nei luoghi in cui le persone vivono, studiano e lavorano.
Qual è la missione del festival?
La nostra missione è semplice: utilizzare il video per incoraggiare comportamenti positivi. Vogliamo promuovere i valori umani, la solidarietà, il rispetto dell’ambiente, l’inclusione, la pace, la salute, la cittadinanza attiva e tutte quelle cause che contribuiscono a costruire una società più responsabile. Ogni video deve lasciare un segno nella coscienza di chi lo guarda.
Viviamo nell’era dei social network. È ancora possibile trasmettere valori attraverso un video?
Più che mai. I social network vengono spesso criticati, ma offrono una straordinaria capacità di diffusione. Un video di due minuti può oggi raggiungere milioni di persone. Tutto dipende dal messaggio che scegliamo di condividere. Il nostro obiettivo è dimostrare che anche i contenuti positivi possono diventare virali.
Il festival parla di “presa di coscienza”. Che cosa significa realmente questa espressione?
Per me, la presa di coscienza è il momento in cui una persona guarda una realtà con occhi nuovi. Un buon video non si limita a fornire un’informazione; suscita un’emozione che porta a riflettere e poi ad agire. Se uno spettatore cambia anche una sola abitudine dopo aver visto un film, allora abbiamo già raggiunto il nostro obiettivo.
Avete scelto i valori umani come tema principale. Perché?
Perché la tecnologia evolve molto rapidamente, ma i valori umani restano la nostra vera ricchezza. Rispetto, dignità, solidarietà, tolleranza e responsabilità sono principi universali che uniscono i popoli, indipendentemente dalle loro culture. Il festival vuole ricordare che il futuro dipende tanto dai nostri valori quanto dalle nostre innovazioni.
Il festival è destinato a viaggiare.
Sì. Il FIVS è nato in Tunisia, ma ha la vocazione di diventare un appuntamento internazionale. Desideriamo organizzare edizioni in diversi Paesi e creare una rete mondiale di partner, associazioni, università e autori impegnati. Le sfide che affrontiamo sono globali; anche le soluzioni devono esserlo.
Quale ruolo avranno i giovani?
I giovani sono al centro del progetto. Sono loro a padroneggiare i nuovi strumenti di creazione e comunicazione. Vogliamo offrire loro uno spazio per esprimersi, raccontare le proprie storie e proporre le proprie soluzioni. Non sono soltanto gli spettatori di domani; sono già oggi i protagonisti del cambiamento.
Qual è il suo sogno personale?
Il mio sogno è che il FIVS diventi un punto di riferimento mondiale per la sensibilizzazione attraverso le immagini. Mi piacerebbe che, un giorno, quando qualcuno desideri realizzare un film capace di avere un impatto positivo sulla società, pensi naturalmente al FIVS. Se riusciremo a ispirare migliaia di giovani a utilizzare la loro creatività per rendere il mondo migliore, allora la nostra missione sarà compiuta.
Il linguaggio universale delle immagini e la presenza di cortometraggi realizzati con l’Intelligenza Artificiale.
L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinario quando viene utilizzata con responsabilità. Al FIVS accogliamo le opere realizzate con l’IA, a condizione che siano al servizio di una vera intenzione artistica e umana. L’emozione, l’etica e il messaggio saranno sempre più importanti della tecnologia stessa. L’IA può accelerare la creazione, ma è sempre il cuore dell’autore a dare significato all’opera.
Una conclusione
Non desidero creare il più grande festival di video. Desidero creare il festival che lascerà l’impronta più profonda nelle coscienze. Se un video può cambiare lo sguardo di una persona, allora quella persona può cambiare il proprio ambiente. Ed è così che iniziano le grandi trasformazioni.
Questa frase riassume perfettamente lo spirito del FIVS e trasmette l’immagine di un imprenditore portatore di una visione profondamente umanista.
Con Walid Ben Hassen, il Mediterraneo torna protagonista.
Le onde continuano il loro movimento incessante tra Africa ed Europa.
È impossibile non pensare che anche le idee viaggino allo stesso modo.
Attraversano i confini.
Superano le lingue.
Mettono in relazione persone che non si conosceranno mai.
Il FIVS nasce con questa ambizione: ricordare che una telecamera non è soltanto uno strumento tecnico.
Può diventare una coscienza.
Può diventare una responsabilità.
Può diventare un ponte.
E, qualche volta, può persino contribuire a cambiare il mondo.


