La transizione è avviata, ma non è lineare. Auto elettriche in Italia 2026
La mobilità elettrica è ormai una realtà consolidata in Europa. In Italia, però, il percorso è più complesso.
Secondo i dati di ANFIA, la quota di auto elettriche pure (BEV) sul totale immatricolazioni resta inferiore rispetto a Germania e Francia.
La crescita c’è, ma non è esplosiva.
I tre nodi critici
Costo iniziale
Nonostante incentivi statali, il prezzo medio di un’auto elettrica resta superiore a quello di un veicolo termico equivalente.
Il Total Cost of Ownership può risultare competitivo nel lungo periodo, ma l’esborso iniziale frena molte famiglie.
Infrastrutture di ricarica
Le colonnine pubbliche aumentano, ma sono concentrate nelle grandi città. Il Sud resta meno coperto e infine l’affidabilità non è sempre omogenea
Il problema non è solo il numero, ma la distribuzione territoriale.
Autonomia e percezione
L’autonomia media dei modelli di nuova generazione è più che adeguata all’uso quotidiano.
Tuttavia, permane la “range anxiety”, soprattutto per chi percorre lunghe distanze.
Il fattore energetico
L’auto elettrica è davvero sostenibile? Dipende dal mix energetico. Con una quota crescente di rinnovabili, il bilancio migliora. Ma il tema è sistemico: infrastrutture, rete elettrica, produzione industriale.
Il ruolo delle politiche pubbliche
Se la transizione vuole essere credibile, servono incentivi stabili, non intermittenti, piano infrastrutturale nazionale coordinato e sostegno alla filiera industriale italiana
Altrimenti si rischia di sostituire una dipendenza (petrolio) con un’altra (batterie e materie prime estere).
Mobilità del futuro. Solo elettrico?
La vera mobilità del futuro sarà probabilmente ibrida, elettrico per urbano e pendolarismo, ibrido evoluto per transizione e idrogeno per trasporto pesante
L’Italia deve decidere se essere solo mercato o anche protagonista industriale.
La Redazione economica di National Daily Press

