Auto elettriche e ibride: tra accordi con la Cina e mercato italiano
L’8 ottobre il commissario europeo per il Commercio, Maroš Šefčovič, si è recato a Pechino per riequilibrare gli scambi commerciali con la Cina. Al termine della due giorni, seguita al secondo incontro del Meccanismo di consultazione su commercio e investimenti (TIC), sono arrivati risultati concreti: insieme al ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, Šefčovič ha firmato una dichiarazione congiunta che poggia su tre intese fondamentali. La prima riguarda le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso l’Unione europea. «Abbiamo raggiunto un’intesa per moderarle», ha spiegato il commissario, aprendo alla prospettiva di una riduzione di oltre il 50%. Era forse il tassello più complesso del negoziato, perché queste auto sono ormai tra le protagoniste del mercato europeo. Le ibride combinano un motore termico (a benzina o diesel) con uno elettrico e una piccola batteria; le plug-in ne sono l’evoluzione, con una batteria molto più capiente e un motore elettrico più potente. La seconda intesa mira a migliorare l’accesso al mercato cinese per una serie di prodotti dell’UE, applicando le tariffe più favorevoli previste dalla clausola della «nazione più favorita» (NPF) dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. La terza, infine, punta ad agevolare il rilascio delle licenze di esportazione cinesi per le terre rare e i magneti permanenti. Resta, come un elefante nella stanza, il deficit commerciale «insostenibile» dell’UE con la Cina, che supera il miliardo di euro al giorno. Ma il dialogo ha aperto una strada per affrontarlo: Šefčovič incontrerà nuovamente Wang Wentao a livello ministeriale entro gennaio, mentre a marzo si terrà la terza sessione di consultazioni su commercio e investimenti. Nel frattempo, il mercato italiano mostra segnali incoraggianti. Secondo i dati Anfia ripresi da Rinnovabili, ad agosto le immatricolazioni sono cresciute del 3,2%, con 69.411 unità contro le 67.290 dell’agosto 2025. Nei primi otto mesi del 2026 l’aumento è stato dell’8,5%, per un totale di 1.129.596 vetture. Il quadro cambia se si guarda alle sole auto elettriche, che risentono del naturale esaurimento del bonus auto 2025. Ad agosto le immatricolazioni di BEV si sono fermate a 4.377 unità: un dato comunque in crescita del 33,8% su base annua, con una quota di mercato salita al 6,3% (contro il 4,8% di agosto 2025), ma lontana dai picchi di giugno, quando aveva superato il 10%. Il bilancio complessivo resta decisamente positivo: da gennaio ad agosto le elettriche immatricolate sono state 90.381, il 68,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, con una quota dell’8% (era il 5,1%). Al 31 agosto il parco circolante di auto elettriche pure in Italia ha raggiunto le 444.863 unità. Sul fronte europeo, intanto, Francia e Germania sembrano aver trovato un accordo per sbloccare lo stallo su due dossier vitali per l’industria, frutto di un vero e proprio baratto politico-industriale. La Francia, avanti nella produzione di auto elettriche e con una discreta diffusione sulle strade, accetterebbe di allentare i vincoli sulle emissioni di CO2 delle auto al 2035, portandoli all’80% (oggi sono al 90%, e in origine al 100%). In cambio, la Germania darebbe il via libera alla richiesta europea di introdurre il bollino «Made in EU» per i veicoli prodotti in Europa con componenti europei. Bruxelles, a sua volta, concederebbe i sussidi pubblici di cui l’industria avrebbe bisogno. Per il momento, l’Italia non compare in questa partita.

