TEMPLARI – La storia dietro la leggenda | Puntata 10
Cari lettori, dopo aver inseguito tesori scomparsi, navi misteriose e documenti perduti, questa volta dobbiamo affrontare una questione ancora più intrigante: che cosa hanno realmente a che fare i Templari con il Santo Graal, la Sindone e, soprattutto, la Massoneria?
Perché, diciamocelo, questi cavalieri sembrano avere una caratteristica davvero straordinaria: più sono morti, più sono diventati potenti.
Il 18 marzo 1314 Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro dell’Ordine, muore sul rogo a Parigi. I Templari sono stati ufficialmente soppressi due anni prima, le loro proprietà in gran parte assegnate agli Ospitalieri e la loro formidabile organizzazione cancellata dalla scena europea.
Eppure, proprio mentre le fiamme consumano l’ultimo Gran Maestro, comincia una seconda vita destinata a durare molto più della prima.
Sette secoli dopo, ai Templari vengono ancora attribuiti il Santo Graal, l’Arca dell’Alleanza, la Sindone di Torino, tesori nascosti e conoscenze esoteriche. Qualcuno sostiene persino che non siano mai scomparsi e che continuino a vivere attraverso società segrete.
Ma quanto c’è di vero? Proviamo a scoprirlo, senza rinunciare al fascino del mistero e, soprattutto, senza confondere ciò che sappiamo con ciò che ci piacerebbe fosse accaduto.
Templari e Santo Graal: chi custodiva il calice misterioso?
Il Santo Graal compare nella letteratura europea quando i Templari sono ancora nel pieno della loro potenza. Intorno al 1180, Chrétien de Troyes ne parla nel Perceval, mentre qualche decennio dopo Wolfram von Eschenbach, nel suo Parzival, affida la custodia del Graal a misteriosi cavalieri chiamati Templeisen.
Vi ricorda qualcosa? Naturalmente sì, perché la somiglianza con i Templari è evidente e ha alimentato interpretazioni per secoli.
Immaginate la scena: un ordine religioso e militare, nato a Gerusalemme, incaricato di proteggere il più grande segreto della cristianità. Ammettiamolo, sarebbe una storia perfetta.
Peccato che manchi un particolare tutt’altro che secondario: nessun documento conosciuto dell’Ordine dimostra che i Templari abbiano mai posseduto il Santo Graal.
Il collegamento letterario è antico e affascinante, ma il possesso del Graal appartiene ancora al territorio della leggenda.
L’Arca dell’Alleanza e il segreto del Tempio di Salomone
Qui la faccenda si complica, perché partiamo da un fatto storicamente documentato.
Quando i primi Templari si stabiliscono a Gerusalemme, ricevono una sede nell’area che i crociati identificavano con il Tempio di Salomone. E proprio questa circostanza ha alimentato una domanda che continua a tormentare gli appassionati di misteri: che cosa cercavano davvero quei cavalieri?
Secondo alcune teorie, la protezione dei pellegrini sarebbe stata soltanto una copertura e i primi membri dell’Ordine avrebbero esplorato i sotterranei alla ricerca di antiche reliquie, documenti segreti e perfino dell’Arca dell’Alleanza.
Il racconto è suggestivo, ma non esistono testimonianze documentarie attendibili che dimostrino una scoperta del genere.
Insomma, sappiamo dove si trovavano i Templari, ma non abbiamo prove che abbiano trovato ciò che molti continuano ad attribuire loro.
Templari e Sindone di Torino: una coincidenza sorprendente
Il rapporto tra i Templari e la Sindone merita qualche attenzione in più.
La Sindone compare con certezza nella documentazione storica nella Francia del XIV secolo, quando viene esposta a Lirey dalla famiglia di Geoffroy de Charny.
E qui incontriamo una coincidenza curiosa: un altro Geoffroy de Charny, importante dignitario templare, era morto sul rogo insieme a Jacques de Molay nel 1314.
Da questa omonimia e dalle incertezze sul percorso precedente del telo sono nate teorie secondo le quali la Sindone sarebbe giunta in Occidente dopo il sacco di Costantinopoli del 1204, passando successivamente nelle mani dei Templari.
Alcuni autori hanno addirittura collegato il misterioso idolo menzionato durante il processo contro l’Ordine a un’immagine ricavata dal telo.
Sarebbe una scoperta straordinaria, ma tra Costantinopoli, i Templari e Lirey manca una catena documentaria capace di dimostrare quel passaggio.
La coincidenza rimane intrigante, ma la storia, almeno per il momento, non ci permette di andare oltre.
Templari e Massoneria: i cavalieri sopravvissuti in segreto?
Eccoci finalmente al mistero più controverso.
Secondo una tradizione molto diffusa, alcuni Templari sarebbero sfuggiti alla persecuzione di Filippo il Bello rifugiandosi in Scozia, dove avrebbero conservato segretamente rituali, conoscenze e strutture dell’Ordine.
Attraverso generazioni di confraternite clandestine, questa eredità sarebbe arrivata fino alla Massoneria moderna.
Confesso che, se dovessi scrivere un romanzo, partirei proprio da qui: cavalieri in fuga, giuramenti segreti, antiche conoscenze tramandate nell’ombra e una misteriosa organizzazione capace di attraversare i secoli.
Ma noi stiamo cercando di raccontare la storia.
E la storia ci pone davanti a un problema gigantesco: per dimostrare quella discendenza bisognerebbe documentare circa quattrocento anni di continuità tra la soppressione dell’Ordine, avvenuta nel 1312, e la nascita della Massoneria moderna.
Una documentazione del genere non è stata trovata.
Quando nasce il legame tra Templari e Massoneria?
Le origini della Massoneria moderna sono legate alle corporazioni dei muratori britannici, progressivamente trasformatesi in associazioni che accoglievano anche persone estranee al mestiere.
Nel 1717, secondo la tradizione massonica, alcune logge londinesi danno vita alla prima Gran Loggia, mentre nel 1723 James Anderson pubblica le celebri Constitutions.
Il collegamento con i Templari emerge con maggiore forza nel Settecento, quando la Massoneria europea sviluppa nuovi rituali e gradi cavallereschi.
Un passaggio importante è rappresentato dal discorso attribuito nel 1737 al cavaliere Andrew Michael Ramsay, che collega idealmente la Massoneria alla cavalleria delle Crociate.
Negli anni successivi compaiono sistemi massonici esplicitamente ispirati ai Templari, tra i quali assume particolare importanza la Stretta Osservanza Templare, sviluppatasi nel mondo germanico.
Attenzione, però, perché qui si trova la distinzione fondamentale: il legame simbolico tra Templari e Massoneria è storicamente documentato, mentre una discendenza istituzionale diretta dall’Ordine medievale non lo è.
In altre parole, la Massoneria ha realmente incorporato tradizioni templari, ma questo non dimostra che i Massoni siano i discendenti dei cavalieri sopravvissuti al rogo.
Perché i Templari sono diventati il simbolo delle società segrete?
A questo punto viene spontanea una domanda: perché proprio i Templari?
La risposta, a mio parere, è nella loro storia, che possiede tutti gli ingredienti necessari per alimentare una leggenda immortale.
Erano stati potenti e ricchissimi, avevano combattuto in Terrasanta, abitato nell’area del Tempio di Salomone e sviluppato una rete internazionale di proprietà e relazioni finanziarie. Possedevano rituali riservati, erano stati accusati di pratiche misteriose e avevano conosciuto una fine tanto improvvisa quanto drammatica.
Quando un’organizzazione di queste dimensioni scompare lasciando archivi incompleti, patrimoni difficili da ricostruire e uomini dispersi in diversi Paesi, gli interrogativi diventano inevitabili.
E sappiamo bene che, quando la storia lascia uno spazio vuoto, la fantasia umana si incarica rapidamente di riempirlo.
Ogni documento mancante diventa così la possibile prova di un segreto, ogni coincidenza assume il valore di un indizio e ogni simbolo medievale rischia di trasformarsi nella testimonianza di una presenza templare clandestina.
Il vero segreto dei Templari: una leggenda immortale
Siamo arrivati alla conclusione di questo viaggio tra Graal, Sindone e Massoneria, e forse qualcuno sarà rimasto deluso nello scoprire che molte delle storie più affascinanti non possiedono solide conferme documentarie.
Eppure, riflettendoci, il mistero più straordinario potrebbe essere proprio un altro.
I Templari non hanno bisogno di aver custodito il Santo Graal o fondato segretamente la Massoneria per continuare ad affascinarci. La loro storia autentica, fatta di fede, potere, ricchezza, persecuzione e morte, è già abbastanza incredibile.
Forse Filippo il Bello, distruggendo l’Ordine, commise un errore che nessun sovrano avrebbe potuto immaginare: eliminò i Templari dalla scena politica, ma contribuì a consegnarli per sempre alla leggenda.
E così, mentre i loro persecutori sono rimasti confinati nei libri di storia, quei cavalieri continuano a vivere nei romanzi, nei film, nelle tradizioni esoteriche e nell’immaginario di milioni di persone.
Non sappiamo se custodissero davvero qualche grande segreto. Sappiamo però che, sette secoli dopo, continuano a custodire qualcosa di forse ancora più prezioso: la nostra curiosità.
E, consentitemelo, non è affatto poco.
Giulio Valerio Santini
Vero, probabile o leggenda?
| Mistero | Verdetto storico |
| I Templari custodivano il Graal | Non dimostrato |
| Trovarono l’Arca dell’Alleanza | Nessuna prova |
| Possedevano la Sindone | Ipotesi non dimostrata |
| La Massoneria discende direttamente dai Templari | Non documentato |
| Esistono tradizioni massoniche templari | Vero, dal XVIII secolo |
| L’Ordine sopravvive ancora segretamente | Nessuna prova storica |
Nella prossima puntata
I Templari in Italia: le tracce che possiamo ancora vedere
Dalle antiche precettorie alle vie dei pellegrini, dai porti verso la Terrasanta alle chiese medievali, andremo alla ricerca delle testimonianze italiane dell’Ordine, cercando di distinguere i luoghi autenticamente templari da quelli diventati tali soltanto per esigenze turistiche.
Perché, cari lettori, una croce incisa su una pietra medievale non basta a dimostrare che da quelle parti sia passato un Templare. Anche se, bisogna riconoscerlo, una bella leggenda qualche turista in più lo porta sempre.
Fonti
- Treccani – Enciclopedia Italiana, Templari, ordine dei. Ricostruzione storica della nascita, dell’espansione e della soppressione dell’Ordine del Tempio, con particolare attenzione ai rapporti con il potere politico e religioso.
- G. Curzi – Treccani, Enciclopedia dell’Arte Medievale, Templari (2000). Approfondimento sull’organizzazione dell’Ordine, sulla presenza a Gerusalemme e sul significato storico e simbolico del Tempio di Salomone.
- Fulvio Conti – Treccani, Dizionario di Storia, La Massoneria (2010). Analisi delle origini della Massoneria moderna, delle corporazioni muratorie e della formazione della Gran Loggia londinese.
- Treccani – Storia della civiltà europea, La massoneria tra illuministi e illuminati. Approfondimento sul discorso del cavaliere Ramsay e sulla nascita del mito templare nella tradizione massonica settecentesca.
- Malcolm Barber, The New Knighthood e The Trial of the Templars, Cambridge University Press. Studi storici di riferimento sull’Ordine del Tempio, sul processo e sulle circostanze della sua soppressione.
- Helen J. Nicholson, The Knights Templar: A New History. Ricostruzione storica dell’organizzazione templare, della sua attività in Terrasanta e della sua eredità culturale.
- Peter Partner, The Murdered Magicians: The Templars and Their Myth. Studio sulla trasformazione dei Templari da ordine religioso e militare a protagonisti delle successive leggende esoteriche.
- Wolfram von Eschenbach, Parzival. Fonte letteraria medievale fondamentale per comprendere il rapporto tra il Santo Graal e i misteriosi cavalieri chiamati Templeisen.
- James Anderson, The Constitutions of the Free-Masons (1723), e Andrew Michael Ramsay, Discours (1737). Documenti storici essenziali per ricostruire l’evoluzione della Massoneria moderna e l’introduzione dell’immaginario cavalleresco nella sua tradizione.

