Nel cuore dell’Abruzzo, dove le montagne si lasciano lambire dal silenzio e i borghi non si vergognano del proprio passato, torna straperetana, la rassegna d’arte pubblica che dal 2017 tenta con tenacia, e con una certa poesia, di coniugare la grazia del contemporaneo con la pietra antica. Dal 12 luglio al 17 agosto, dunque, le vie e i palazzi storici di Pereto, “la porta d’Abruzzo”, così la chiamano quelli che la amano, si lasciano attraversare da opere d’arte come si lasciano attraversare dai gatti e dai bambini: con discrezione, ma anche con fiducia.
La nona edizione porta un titolo che pare una provocazione semantica, IPERFAMIGLIE. Ma in un’epoca in cui la parola “famiglia” è diventata una trincea ideologica, qui si tenta un gesto raro: liberarla, farla respirare. Farla diventare, paradossalmente, ancora umana. A curare l’edizione 2025 sono Paola Capata, madre fondatrice della rassegna, insieme a Delfo Durante e Annalisa Inzana, che affidano la narrazione di questa “famiglia delle famiglie” a quindici artisti, diversi tra loro come fratelli separati dalla sorte e riuniti da un richiamo segreto.
Tra i nomi: Gaia Alari, Diana Anselmo, Stefano Arienti, Odonchimeg Davaadorj, Tomaso De Luca, Claudia Ferri, MP5, Vedovamazzei. E ancora. Ogni opera una voce, ogni voce una diversa infanzia, una diversa eredità, una diversa idea di legame. Nessun catechismo. Nessun moralismo. Solo immagini, forme, tentativi.

Lungo il percorso, che si snoda tra Palazzo Maccafani, a picco sul tempo, e Palazzo Iannucci, incastonato nel cuore di pietra del borgo, si trovano video animazioni, acquerelli, installazioni, fotografie subacquee, sagome in bianco e nero che dicono, con un’eleganza quasi feroce, che “diverso” non è il contrario di “uguale”, ma di “ignoto”.
C’è un’opera che parla il linguaggio dei segni e un’altra che mette a nudo l’infanzia come un enigma. Ci sono sculture che ragionano sugli spazi, architettonici, ma anche emotivi, che abitiamo. C’è un artista che omaggia la propria “famiglia di opere”, come se l’arte fosse essa stessa un figlio, o forse un padre.
Nel mezzo, il paese. Le sue vie strette, le sue pietre lente. Le installazioni site-specific sembrano nate lì, come se il tempo stesso le avesse scolpite. Alcune sono rimaste. Sono parte del paese, come i balconi o i panni stesi. Arte lasciata in eredità, non al collezionista ma alla collettività.

IPERFAMIGLIE, si capisce, non è un’ode nostalgica al focolare domestico. È piuttosto un’ipotesi di futuro. Un tentativo di restituire alla parola “famiglia” la sua vocazione più vera: quella di essere un luogo dove si cresce. A volte insieme, a volte da soli. A volte con dolore, a volte con grazia. Ma sempre con l’idea, tutta umana, e dunque fallibile, che ci si possa capire.
E allora straperetana si conferma più di una mostra: un gesto politico lento, una carezza ostinata, un esercizio di presenza. In un tempo che corre verso l’ipermercato globale, Pereto si ferma. Ascolta. Guarda. Ospita. E lo fa con una dignità da piccolo mondo antico che sa ancora sorprendere, e commuovere.
L’ingresso è libero. Come dovrebbe essere ogni forma di affetto.


INFO PUBBLICHE
Inaugurazione: sabato 12 luglio 2025, ore 17.00
Apertura: dal 12 luglio al 17 agosto 2025
Orari: sabato e domenica, dalle 16.00 alle 20.00
Su appuntamento: [info@straperetana.org](mailto:info@straperetana.org)
Sede: Palazzo Maccafani, Piazza Maccafani 5 – Pereto (AQ)
Ingresso: gratuito, naturalmente.

