Langely
La crisi, tuttavia, non era ancora irrecuperabile.
“capisco…immagino che la Casa Bianca ne sia al corrente”, commentò come se stesse ordinando un bicchiere di sherry al suo club preferito, “dica al Presidente che ho sentito i governi di Turchia e Italia e abbiamo un accordo coi sovietici. Non sarà necessario attaccare. Dica di tenere LeMay a freno”. Il generale Curtis “Bombs away!” LeMay era il Capo di Stato Maggiore dell’aeronautica, sotto cui responsabilità ricadeva il Comando Aereo Strategico.
Un figuro le cui tendenze bellicose gettavano un’ombra d’inquietudine sia sul segretario MacNamara che sullo stesso Presidente. Quest’ultimo aveva affermato più volte che la sola presenza dell’uomo, il cui motto era “abbiamo le bombe nucleari…perché non possiamo usarle?” (da qui il suo soprannome), fosse sufficiente a metterlo a disagio. La segretaria deglutì “signor Rusk, signore…”, disse sbiancando in volto. In un attimo, Dean capì cosa stesse succedendo e fu incredibilmente vicino a proferire un impropero a gran voce. Le parole di Mrs.
Taylor sembrarono pesare come un macigno sul suo processo di pace, “i bombardieri hanno affondato le navi. Il messaggio è di dieci minuti fa…mi dispiace”. “Ah…”, commentò imponendosi la calma. Se il messaggio era stato inviato dieci minuti prima, ciò significava che dall’attacco erano passati almeno due minuti. Dodici in totale. Ammettendo che non ci fossero superstiti in grado di mettersi in contatto con Mosca, era possibile che il Cremlino non fosse ancora al corrente dell’affondamento delle navi. Non bisognava perdere tempo.
La segretaria, davanti a lui, sembrava sul punto di scoppiare a piangere. “…Capisco, signorina Taylor”, disse. Avrebbe voluto avere sottomano LeMay per strozzarlo. Dannato bastardo! “Immagino che la Casa Bianca sia già stata informata”, constatò, guardandola, “per favore, mi faccia preparare una macchina. Telefoni all’Ufficio del Presidente e dica che sto arrivando”. Fece un rapido calcolo: poteva essere lì in quindici minuti circa. Prima però aveva bisogno di fare una chiamata. Congedò la signorina Taylor dicendole, gentilmente, di non preoccuparsi e di aspettare la sua collega del turno di notte. Pregò di essere stato convincente.
Una volta da solo fece un paio di considerazioni: probabilmente, si disse, il messaggio era stato fatto recapitare da LeMay a quattro uffici, il suo, la Casa Bianca, l’ufficio di MacNamara al Pentagono e al quartier generale della CIA a Langely.
… continua

