DEFCON
L’uomo dall’altro lato della cornetta rispose “Buonasera, sono il Tenente Michael T. Jenkins, base aerea di Tampa”. Sembrava un call centre. Il segretario MacNamara disse “salve, ho bisogno che mi passi il generale Paul DeWitt Adams”, “sì, ma chi sta parlando?”, “sono il Segretario della Difesa”. Seguì un attimo di silenzio, interrotto soltanto dalle scariche elettrostatiche, dopodiché il ragazzo disse “ah…buonasera, signor Segretario, allora immagino di doverle passare il generale Adams”. Dalla Roosevelt room della Casa Bianca, MacNamara fece fatica a non alzare gli occhi al cielo per la lentezza esasperante della procedura. Cosa credeva, lo stronzetto, che si trattasse di una telefonata di cortesia? Che alle otto di sera il Segretario della difesa chiamasse il generale per sapere come stava? Scosse la testa. “Sì, tenente”, disse sforzandosi di mostrarsi cortese, “vorrei che mi passasse il generale Adams, per favore”, “arriva subito, la richiama”. Prima che potesse dire qualunque cosa, l’ufficiale, chiaramente poco più di un paggetto uscito dall’Accademia poco prima, buttò giù il telefono. Esasperato, MacNamara si voltò verso gli altri. Se non ci fossero state in gioco le sorti dell’umanità sarebbe stato quasi comico. Si voltò verso le altre persone presenti nella sala. Con una battuta, il Direttore McCone disse “mi sa che facevi prima a andarci a piedi a Tampa, sai?”. Il Presidente rise nervosamente, il Segretario di Stato Rusk si torse le mani e sussurrò “dannazione, dobbiamo annullare l’attacco…adesso prima che i bombardieri partano in volo!”. Non poteva che concordare con lui. Erano passati poco più di trentacinque minuti dall’attacco e probabilmente i sovietici avevano capito che qualcosa non andava. Se, contemporaneamente, avessero ricevuto la notizia dell’invasione di Cuba, MacNamara era sicuro che avrebbero pensato il peggio…prediligendo l’opzione nucleare. “Stai tranquillo, Dean”, disse al collega, “fermeremo i bombardieri e i velivoli da trasporto truppe prima che arrivino a Cuba”. Rusk annuì. Accanto a lui, LeMay sospirò pesantemente “i bombardieri impiegheranno circa 52 minuti per arrivare all’Avana”, gli disse, “a questo vanno aggiunti almeno altri 15 minuti di procedure operative, considerando che prima della crisi il livello di allerta era a DEFCON 2. È ancora ampiamente in tempo”. MacNamara decise di correggerlo. “I bombardieri erano a DEFCON 2, generale.”, replicò con tono secco, “ma adesso, grazie alla sua cazzata, siamo ufficialmente a livello DEFCON 1”.
… continua

