Lo scorso 14 Ottobre ci ha lasciato una persona speciale, unica, il Maestro Assunta Cabiddu. Maestro di Karate, 7 Dan JKA World Federation, arbitro internazionale, pluricampionessa italiana, europea e mondiale. Una grande gloria che per anni ha fatto parte della comunità lainatese.
Mai avrei pensato di ritrovarmi a raccontare Assunta in queste circostanze, per me, e non solo per me, lei è sempre stata sinonimo di: determinazione, forza, volontà e, soprattutto immortalità.
Arrivavo in palestra di corsa dal lavoro per riuscire a fare almeno mezz’ora di lezione, e lei era lì a scandire i comandi “ichi, ni, san, shi…yame”, sempre pronta a dimostrare in prima persona ogni gesto tecnico, ad arricchire ogni spiegazione con aneddoti sul suo trascorso da agonista. Ogni lezione era sempre una nuova, felice e piacevole scoperta.
Ricordo ancora un giovedì sera, attendevo con trepidazione il treno per rientrare a Lainate dal lavoro e correre a cambiarmi negli spogliatoi per partecipare ad una delle sue lezioni. Ricordo ancora il senso di felicità e di appagamento nell’unirmi al gruppo di praticanti, inginocchiarmi a bordo tatami, urlare “oss” e attendere che lei mi desse il permesso di prendere parte alla lezione.
Non solo Karate
Di Assunta ho solo bei ricordi, la sua gentilezza, il suo bel sorriso e gli occhi intensi. Mi sono sempre chiesta come una donna dalla corporatura così esile potesse aver affrontato le varie difficoltà che le si erano presentate nella vita fin da piccola; come potesse essere sempre così forte, energica, positiva e propositiva. Con lei non c’erano scuse, metteva talmente tanto entusiasmo in ciò che faceva che riusciva sempre a convincerti che tutto si può affrontare.
Assunta ha vinto tutto, non solo agonisticamente parlando, soprattutto dal punto di vista umano. Tanti karateka l’hanno ricordata con grande affetto in questi giorno, tanti suoi ex allievi sono venuti al suo funerale e tutti la porteremo sempre nel cuore.
L’arrivo a Lainate
Nella seconda metà degli anni 90, approda alla Hiro Hito Karate Do e insieme ad Ivano, suo marito, ha cresciuto generazioni di bambini, ragazzi che, anche se non praticano più karate, grazie a loro, hanno acquisito quella consapevolezza in più che le arti marziali insegnano, e hanno contribuito a farne delle brave persone.
Nana korobi ya obi (sette volte giù, otto volte su)
Assunta ci ha insegnato che un ostacolo rappresenta un’opportunità, che una sconfitta è il preludio del miglioramento, che non dobbiamo mai fermarci alle apparenze, né temere il giudizio degli altri o nasconderci per non fare brutte figure.
L’ho conosciuta durante uno stage a Courmayeur, allora io ero Claudia, l’allieva “di Roedner e della Citrelli” (Sergio Roedner Maestro di Karate, Giovanna Citrelli, compagna di Nazionale di Assunta, anch’essa pluricampionessa di karate). Avevo conosciuto e avrei iniziato ad allenarmi con una delle leggende del karate!
Ebbene Assunta, è difficile dirti addio, non andrai mai via dalla mia vita; la tua essenza ha lasciato un tale segno in tutti coloro che ti hanno incontrato che sarai sempre con noi.
Il karate piange una grandissima atleta e Maestra; Lainate, la tua amata Sardegna e soprattutto Ivano, piangono una grande persona.
Oss Maestro
Ciao Assunta

