Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza! (Dante, Inferno XXVI, 119-120)
Poeta, scrittore e politico italiano, morto nel 1321, ci dice che l’uomo è una creatura che può “guardare in alto” verso le stelle… e non solo perché è in posizione eretta e dominante o perché, come ha fatto, può avventurarsi negli spazi celesti; ma perché egli è destinato a varcare il suo perimetro, a cercare l’infinito, a trascendere il tempo per penetrare nell’eterno, per incontrare il mistero di Dio e dialogare con Lui. Nel nostro quotidiano chinarci sulle cose (opera pur necessaria per creature mortali, quali siamo), occorre qualche volta in più, levare il capo, cioè la mente, il cuore, lo spirito verso l’alto e questo accresce la nostra umanità! E, come ci ricorda un politico francese -morto nel 1922- Georges Sorel : “…quel che v’è di migliore nella coscienza moderna… è il tormento dell’infinito”.

