Zeus, volendo castigare l’uomo senza distruggerlo, lo tagliò in due. Da allora ciascun uomo è la metà che cerca l’altra metà, ossia il simbolo corrispondente. (Platone).
Nell’antica Grecia si era soliti tagliare in due un anello, un bracciale o un oggetto prezioso e darne una metà ad un amico o ad una persona cara… e allora il nostro filosofo, parte da ciò per sviluppare una riflessione sull’uomo e sulla frattura profonda che è alla sua origine. Egli è un essere incompleto, ed è per questo che avverte fortemente la necessità della ricerca dell’altra metà perduta… e nasce da qui l’urgenza della relazione con il proprio simile, anzi come si è solito dire, l’incontro con l’anima gemella. Per noi, il simbolo (che vuol dire “mettere insieme”) ha un’estensione molto ampia; in tutta la nostra esistenza diamo valore “simbolico” alle cose, cioè le rimandiamo ad un’altra dimensione più alta, per scoprire alla fine l’armonia che è andata perduta. Ecco allora la necessità di ricucire lo strappo con Dio, con gli altri e con il Creato, per rinascere creature nuove ed unitarie!

