– “Il cambiamento climatico ha già cambiato la fonte della nostra acqua. Ora dobbiamo cambiare, e rafforzare, il pezzo di mezzo: quello che collega il ghiacciaio al rubinetto”.
È il messaggio lanciato da Luca Mascolo, presidente di ANEA, associazione nazionale che riunisce gli enti d’ambito che si occupano di acqua e rifiuti, ed EIC, Ente idrico campano, al convegno “La risorsa idrica tra cambiamento climatico e governance: sfide e strategie per i territori”, ospitato al Castello di Introd, Aosta.
Nel suo intervento Mascolo ha posto al centro il ruolo degli Enti di Governo d’Ambito, chiamati a tradurre la regolazione nazionale in programmazione, investimenti e gestione concreta dei servizi idrici sui territori.
“Gli Ega – ha sottolineato Mascolo – sono oggi il punto in cui la regola scritta a Roma diventa un cantiere in una valle. Ma a una funzione sempre più strategica non corrisponde ancora una veste istituzionale adeguata”.
Da qui la proposta sostenuta da Anea nell’ambito della revisione del Codice dell’Ambiente: riconoscere gli Enti d’Ambito come autorità di regolazione locale, dotandoli di autonomia organizzativa e delle competenze necessarie per affrontare una fase caratterizzata da siccità, riduzione delle portate e maggiore frequenza degli eventi estremi.
“Non chiediamo più potere – ha spiegato Mascolo – ma gli strumenti per esercitare meglio una responsabilità che già oggi la legge affida agli Enti d’Ambito. La prima infrastruttura del servizio idrico sono le persone: servono competenze tecniche, economiche e giuridiche adeguate alla complessità delle decisioni”.
Un passaggio particolare è stato dedicato alla Valle d’Aosta, indicata come laboratorio significativo del rapporto tra gestione industriale, specificità dei territori montani e tutela delle autonomie locali.
“La governance d’ambito non è nemica dei piccoli Comuni. È ciò che può consentire loro di restare dentro un sistema capace di affrontare gli shock climatici, garantendo interconnessioni, programmazione e sicurezza della risorsa”.
In conclusione, Mascolo ha richiamato l’immagine del ghiacciaio e del rubinetto: “Il clima non aspetta i tempi delle nostre decisioni. Dobbiamo fare in modo che le istituzioni dell’acqua cambino alla velocità con cui sta cambiando la fonte da cui dipendono”.

