Molti oggi parlano dei giovani; ma non molti, ci pare, parlano ai giovani.… E occorre dire a tutto il mondo giovanile che il mondo esisteva già prima di loro e ricordare ai vecchi che il mondo esisterà anche dopo di loro! (due Papi del XX secolo -Paolo VI e Giovanni XXIII)
Diverse persone; purtroppo oserei dire la maggioranza, si rivolgono ai giovani (un pianeta spesso problematico, oggetto di studi e di analisi psicosociologiche) quasi fosse un fenomeno da comprendere e da controllare e non tanto una realtà umana con la quale dialogare. Diventa allora importante invece, andare in mezzo ai giovani, capirne il linguaggio, coinvolgersi nelle loro domande e parlare alla loro mente e al loro cuore. Certo, è un’impresa tutt’altro che facile per l’adulto, eppure l’esempio diventa emblematico: nonostante la distanza, la differenza di anni… ”il rigore del messaggio, e tutti i valori annessi e connessi” sono accolti e si introducono nella frenesia giovanile e scuotono la superficialità apparente. E nessuno comincia mai da zero, annullando il passato o illudendosi di poterne fare a meno; e nessuno deve illudersi di mettere una frontiera decisiva al fluire del tempo, delle scoperte, della ricerca (che proseguirà anche dopo di noi, proprio in quei giovani che ora si affacciano alla ribalta della storia).

