Qualsiasi cosa inizi a fare, pensa a dove vuoi arrivare! (Publilio Siro)
Drammaturgo romano, del I secolo A.C., ci rivela una considerazione semplice e, si direbbe, scontata; eppure è tutt’altro che praticata soprattutto ai nostri giorni nei quali domina l’approssimazione, la superficialità e l’impulso istintivo. Aver chiara una meta e su di essa modulare le scelte e le azioni conseguenti, è una dote di pochi ed è vista quasi con disprezzo (o invidia!) come una vana lentezza o impaccio, in un tempo fatto solo di decisioni rapide ed incalzanti. Certo, non si deve essere così pedanti e “seriosi” da rendere alla fine una scelta talmente protratta, da essere inefficace o superata; ma l’agire con leggerezza (e soprattutto senza tener conto di un progetto e di una previsione delle conseguenze con, quindi, una verifica degli ostacoli), può essere ben più deleterio e causa di tanti mali e di tante ingiustizie. Occorre ritrovare la capacità di ponderare la virtù della prudenza e il coraggio di affrontare (e non di subire) le difficoltà.

