Non leggete come fanno i bambini, solo per divertirvi, o come fanno gli ambiziosi, solo per istruirvi e fare bella figura. No, leggete per vivere! (Gustave Flaubert)
Scrittore francese, morto nel 1880, ci dice che nei libri, sono i morti (autori vissuti tempi e/o secoli fa) che interpellano noi, vivi, costringendoci a scoprire il senso della realtà, a riflettere sul senso del mistero che è in noi e a cercare nelle cose e negli eventi il loro segreto profondo. La vera lettura suppone, quindi, una scelta tra la valanga di materiale cartaceo (oggi spesso Wikipedia, con l’uso del computer ci può aiutare), imponendo un vigoroso esercizio della mente e del cuore, perché si scopra nelle pagine quella fiamma che ci illumina sul significato della vita e che ci offre una risposta al seme delle domande che germogliano nell’anima. E, per i credenti, il “libro per eccellenza” è la Bibbia (il grande codice della nostra cultura, ma anche “lampada per i miei passi” -salmo 119- nel cammino della vita); concludo con quello che un anonimo ci ha consegnato:
la biblioteca è il luogo ove i morti aprono gli occhi ai vivi!

