Carosello fu una trasmissione che ha fatto la storia della pubblicità televisiva.
“E dopo Carosello tutti a nanna!”
Per un ragazzo di oggi carosello è una serie di fotografie che scorre.
Negli anni ’60 e 70, invece, “Carosello” era una breve e divertente trasmissione televisiva con spot pubblicitari, cartoni animati e scenette. Per i più piccoli segnava il momento di andare a letto con il richiamo di mamma e papà: “E dopo Carosello tutti a nanna!”.
Per le aziende costituì una grande occasione per pubblicizzare i propri prodotti a un vasto pubblico. Fu un appuntamento quotidiano che accompagnò gli italiani per venti anni.
La televisione e la pubblicità
Carosello nacque nel 1957. Erano gli anni del boom economico.
La televisione italiana era nata tre anni prima.
Le ore di trasmissione erano ridotte, i programmi limitati e in bianco e nero, ma il successo fu importante. Chi ancora non aveva un televisore andava dai vicini, nei bar e nei luoghi di ritrovo per seguire i programmi. Il benessere economico cominciava a diffondersi. I consumi erano in crescita. Dopo anni di ristrettezze economiche le famiglie potevano pensare ad acquistare anche dei beni non strettamente necessari. C’era voglia di nuovo e di bello.

Una grande vetrina per le aziende
Per le aziende, la televisione costituiva una grande occasione per presentare i prodotti e per pubblicizzarne i marchi. All’epoca non si potevano interrompere le trasmissioni, bisognava quindi trovare un modo accattivante e originale per attirare l’attenzione di grandi e piccini. Anche la pubblicità doveva essere intrattenimento e spettacolo.
Nacque così Carosello: una trasmissione di una decina di minuti con prima quattro poi sei siparietti costituiti da scenette comiche o cartoni animati che introducevano gli spot pubblicitari. Andava in onda tutti i giorni dopo il telegiornale.
Gli anni del successo
Carosello ebbe un successo enorme ed entrò nel costume degli italiani. Tutti lo guardavano. Ai bambini era concesso di stare alzati fino di Carosello. “E dopo Carosello tutti a nanna!” divenne un modo di dire molto diffuso. Tutti conoscevano i personaggi degli spot. Alcuni hanno fatto la storia della pubblicità, sono divenuti soggetti di studio e di tesi universitarie. Ancora oggi molti ricordano Calimero il pulcino nero, Susanna tutta panna, la mucca Carolina, il signor Rossi (che scappa e va a casa a far la pappa), Cimabue che fa una cosa e ne sbaglia due, Carmencita, ma anche il sor Caio Gregorio il guardiano del Pretorio e tanti altri.
Il momento della contestazione
Nel tempo la popolarità di Carosello si appannò e cominciarono le critiche. Negli anni della contestazione qualcuno cominciò a ritenere Carosello diseducativo perché promuoveva il consumismo. Dal canto loro le aziende trovavano Carosello troppo costoso a causa della durata degli spot e poco efficace perché storielle e personaggi erano ricordati più del messaggio promozionale. La pubblicità cominciò a pensare ad altri format più brevi e incalzanti.

La chiusura
Il 1º gennaio 1977 andò in onda l’ultima puntata di Carosello. La sua storia era cominciata il 3 febbraio 1957, quando la tv era in bianco e nero, c’era un sono canale televisivo e la pubblicità veniva presentata solo prima dei programmi serali. Le cose erano cambiate. Erano aumentati i canali e le trasmissioni. Le aziende volevano avere più spazi pubblicitari per poter presentare un maggior numero di spot. Nel tempo nacquero altre trasmissioni pubblicitarie di cui però nessuno si ricorda più. Per molti invece Carosello continua a far parte dei ricordi dell’infanzia. Per gli addetti ai lavori Carosello ha fatto la storia della pubblicità televisiva.
Fonti:
www.carosello.tv/storia

