Un ateniese si recò da Temistocle per un consiglio: «Devo maritare una figlia e devo scegliere tra due pretendenti: uno ricco ma stupido e l’altro onesto e intelligente ma povero». Temistocle rispose: «Meglio un uomo senza beni che dei beni senza un uomo!» (Tucidide)
Storico e militare ateniese, uno dei principali esponenti della letteratura greca, morto nel 406 A.C., ci dice che questa “lezione”, pur datata, ha una sua validità anche ai nostri giorni; infatti basti pensare alle superficialità con cui, spesso, si approda alle nozze (sulla base di un’esteriorità inconsistente -pensiamo, ad esempio, alle veline, ai calciatori e al fisico prestante-) senza un vero incontro di coscienze, di esperienze, di sentimenti profondi e autentici. Purtroppo da sempre nella storia degli uomini, “l’uomo senza beni” ma bravo, è svantaggiato e penalizzato rispetto a chi è ricco solo per il suo conto in banca e non certo per il suo pensare ed agire… e la sapienza popolare si è adattata e ha costruito e coniato una serie di proverbi che potrebbero essere l’ideale commento a tutto questo; ma occorre sempre, tener presente la risposta che Temistocle ci offre!

