La Chiesa che (non) ci vuole, Elisa Belotti, Paola Lazzarini, Sandra Letizia, edizioni Tlon, 2025
“ Signore, che cosa posso fare oggi per Te? ” chiedeva Etty Hillesum a Dio. “ Accogliere” è il suggerimento che offre Diego Passoni nella Prefazione a questo libro.
La Chieda che ( non) ci vuole : un titolo molto provocatorio, per un saggio che esordisce dicendo che spesso viene affermato che Non puoi essere cristiana e femminista.
Il libro nasce dalla critica all’istituzione chiesa che, secondo le autrici, ha opposto l’anima al corpo… fino a far coincidere il piacere con il peccato “. Si critica una Chiesa che continua a proporre la Sacra Famiglia come esempio d’amore e dedizione ma raramente come esempio di relazione viva.
Questo libro si prefigge di indagare le questioni morali che coinvolgono i fedeli e i non fedeli, in cammino verso la verità.
Il libro racconta i primi movimenti femministi e la volontà di affermare i propri diritti alla fine del XIX secolo. Solo dagli anni ‘50, con il libro “ La Chiesa e il secondo sesso” di Mary Daly, abbiamo una presa di coscienza che vede la possibilità di essere cattoliche e femministe. Dagli anni ‘80 si parlerà anche di teologia queer, ispirata alla teologia di liberazione e femminista, lotta pr la dignità umana per l’uguaglianza di tutti.
Un percorso lungo, difficile perché sono considerate “queer” tutte le persone non ritenute “ normali”.
Il corpo di Gesù, per primo e provocatoriamente, viene considerato queer. Simbolo di sfida e resistenza al l’oppressione, di lotta per la giustizia e per il riconoscimento di se stessi.
“ La Chiesa è donna” ripeteva spesso Papa Francesco, attribuendole le caratteristiche tipiche della donna e della madre: capacità di generare, accoglienza, cura..Ma ancora più forte erano state le parole Giovanni Paolo I che nel 1978 aveva detto che “Dio è madre” davanti a milioni di fedeli.
Tommaso d’Aquino giustificava l’esclusione delle donne dal sacerdozio perché la donna è in un rapporto di sudditanza rispetto l’uomo. La donna dalla Genesi è colei che ha compiuto il primo peccato.
Il saggio è molto ricco e approfondito: numerose sono le riflessioni che possono scaturirne dalla lettura.

Le autrici
Elisa Belotti giornalista e insegnante, si occupa di diritti e comunità marginalizzate.
Paola Lazzarini sociologa, giornalista e formatrice.
Sandra Letizia teologa e insegnante.
Intervistiamo le autrici
Provocatoriamente, perché questo desiderio di farci accettare da chi non ci accetta?
EB: “Quello che i movimenti marginalizzati nella Chiesa fanno non è (solo) chiedere di essere accettatǝ. Ѐ soprattutto rivendicare il proprio percorso di vita intrisa di fede. Le femministe cattoliche e le persone LGBTQ+ credenti – quelle di cui più parliamo nel libro – hanno già tutte le carte in regola per essere Chiesa, che la gerarchia o le frange conservatrici le accettino o meno”.

PL: “Il rapporto con Dio, la spiritualità, viene prima dell’appartenenza a una chiesa, ma nasce sempre in un contesto, con la trasmissione della fede da una generazione all’altra e la condivisione della preghiera. Quindi è dura fare a meno della comunità e la domanda è: perché dovrei rinunciare alla comunità nella quale sono natǝ o che ho scelto? “
Una maggiore apertura della Chiesa, le porterebbe più fedeli?
EB: “Non ragionerei tanto sul numero di fedeli ma sulla qualità della loro esperienza di fede e di vita nella Chiesa. Una Chiesa in cui tutte le persone hanno spazio e legittimità, le differenze convivono e ci si sente a casa è un luogo collettivo e spirituale di fioritura.”
È stato da poco riconfermato dalla Chiesa che il matrimonio è l’unione, per procreare e non solo, di due persone di diverso sesso. Questo è un passo indietro?
SL: “Esatto, è stato riconfermato, quindi non è un passo indietro. Significativo è ricordare che la sessualità non ha come unico fine la procreazione. Nel matrimonio cattolico il sesso ha diverse finalità che danno senso all’unione, e ribadirlo è necessario: ridurre la sessualità alla sola procreazione ne oscura la dimensione unitiva, affettiva e simbolico-spirituale.

La nuova Alleanza è la legge dell’amore. Tanti fedeli sono rimasti o vogliono rimanere nella Legge dei Dieci comandamenti?
SL: “La legge dell’amore non sostituisce i comandamenti, ne rivela il senso più profondo: cercare il bene e sceglierlo. L’amore richiede discernimento e maturazione della coscienza, ma vivere seguendo divieti è più semplice. Per questo molti preferiscono restare nella logica del comando. Servi, non amici.”
Cosa si deve fare per mettere in atto un cambiamento?
PL.” Il primo passo è sentirsi pienamente legittimatǝ a far parte della Chiesa. Questo costringe la Chiesa a confrontarsi con la realtà. Il secondo è scoprire che non si è gli unicǝ, fare rete ed entrare nei luoghi in cui si prendono le decisioni, come i consigli pastorali o i gruppi sinodali. Il terzo passo, il più difficile, è non perdere la speranza, ma continuare a bussare.”
Leggerlo perché
Perché è un saggio ricco d’informazioni storiche
Neo
a volte un po’ ripetitivo

