Il regno perduto degli dei, Francesco Borri. Carrocci editore, 2026
Le divinità del mondo antico non ci hanno mai abbandonato. Francesco Borri, elenca già dalle prime righe del saggio, numerosi esempi di libri, film, canzoni che riprendono e rielaborano personaggi della mitologia antica. Si è arrivati ad un paganesimo moderno che risponde a nuove necessità spirituali, a discapito delle religioni tradizionali.
Paganesimo però è da sempre molteplicità. Pagano etimologicamente è colui che non è cristiano. Da qui facile e’ comprendere la molteplicità dei riti, degli usi, delle tradizioni che si sono sviluppate nei vari territori e nelle diverse epoche.
Il saggio di Francesco Borri è un’opera complessa e molto ricca. L’autore racconta di luoghi e periodi storici molto diversi, raccogliendo numerosi documenti. Dà vita a un libro decisamente valido dal punto di vista storico ma che è anche una lettura affascinante per chi vuole curiosare fra le varie divinità e tradizioni.

L’autore ci accompagna in mondi fantastici.
Borri racconta l’ascesa del cristianesimo e il sopravvivere del paganesimo come religione alternativa per le classi meno abbienti e per chi vive isolato. Nel Medioevo, il paganesimo comprendeva numerose pratiche che erano mal viste dalle autorità cristiane. Noi veniamo a conoscenza di numerosi riti pagano proprio leggendo testi cristiani che li condannano. I numerosi dei pagani rappresentavano gli antagonisti dei cristiani.
Mentre il cristianesimo prende piede, il paganesimo resta nelle zone di frontiera dell’Impero. L’autore descrive i culti e le divinità dei Goti, dei Franchi e dei Longobardi. Particolare attenzione viene dedicata all’Irlanda che viene raccontata, dai testi storici del passato, come un luogo molto diverso dal resto dell’Europa. Le prime testimonianze di cristiani sul territorio risale al 431 quando si dice che Palladio fu nominato primo vescovo da Papa Celestino. Le informazioni più importanti arriveranno poi nel V secolo con S. Patrizio perché lui stesso racconterà la sua storia, le sue peripezie nel desiderio di convertire tutti.

L’autore dedica grande spazio anche a Bonifacio e la sua attività in Frisia dove abbatte’ numerosi templi sostituendoli con chiese. Bonifacio e’ il grande protagonista della conversione della Germania. Lui stesso documentò i suoi numerosi viaggi e raccontò credi e usanze dei popoli che incontrava.
Arriviamo agli anni dell’Impero Carolingio. Qui si fanno più violente le condanne ai pagani. Anche per questo abbiamo numerosi scritti che raccontano usanze e rituali: “ i presagi, le sorgenti, le rocce, gli alberi, accendere lumi e scrutare il cielo”.
Tutto proibito e punito.
Da ultimo, la conquista del santuario pagano di Capo Arkona nel 1168 segnerà un’importante cesura nelle vicende dei pagani dell’Europa medievale.
Il saggio è completo, ricchissimo; denota un grande lavoro di ricerca e grande passione.
Francesco Borri insegna Storia medievale all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Ha scritto numerosi testi e articoli sul Medioevo.

Il cristianesimo sconfigge il paganesimo con l’editto di Costantino nel 313 d.C. però, come emerge già dalle prime pagine del Suo libro, possiamo quasi dire che gli dei sono ancora fra noi: perché?
“Quella era una frase un po’ enfatica che ho voluto inserire nel libro: forse semplifica un po’ troppo accadimenti lunghi e complessi. Quello che sappiamo è che le religioni definite pagane hanno per secoli prosperato, ma in alcuni casi sono fastosamente sopravvissute, a fianco delle religioni rivelate, mantenendo una continuità sorprendente. Inoltre, è vero che oggi alcune persone stanno cercando negli antichi culti una fede che ritengono più consona alla loro visione del mondo e al loro stile di vita”.
Abbiamo bisogno di divinità nella nostra vita?
“ È una domanda difficile, forse non sono la persona più indicata a rispondere. Credo che, al giorno d’oggi, il rapporto con il divino possa, in determinate circostanze, essere una scelta personale, ma storicamente gli esseri umani hanno sempre cercato la vicinanza agli dèi o a Dio per una vasta serie di motivi: dal comprendere i misteri e le difficoltà dell’esistenza, al tornare salvi da una traversata in mare, il successo di un raccolto, o esorcizzare un antico recipiente trovato nel suolo.”
Pagano e’ tutto ciò che non è cristiano. Cosa ne pensa delle critiche mosse dai cristiani verso i riti pagani?
“Pagano è una definizione complessa e che, soprattutto, ha in sé una componente di approssimazione da cui sono nate alcune complicazioni nella scrittura del libro. Il termine corrisponde solo in parte all’accezione che gli attribuiamo oggi. I confini di cosa fosse pagano e ciò che non lo fosse potevano variare storicamente, ma lo facevano anche in base alla sensibilità e la formazione dei singoli autori che di queste vicende scrissero. Le loro critiche sono forse comprensibili per via delle necessità di conversione e correzione insite nella visione cristiana del mondo, ma è difficile non provare simpatia per le persone che furono duramente criticate e a volte vessate dal credo dominante.
Bisogna anche concedere che, nei secoli di cui mi sono occupato, la coercizione fu applicata raramente, pur non volendone sminuire la drammaticità. Le penitenze imposte sembrano essere state solitamente praticabili e umane, soprattutto quando paragonate alla severità dei secoli successivi. In un testo scritto nella Britannia di VII secolo, si sanzionava chi beveva fino all’ubriachezza (anche rimettendo in chiesa), ma qualora fosse avvenuto nel corso di una grande festività, come il Natale o la Pasqua, allora si poteva chiudere un occhio”.

Quale fra i popoli pagani, incontrato nelle Sue ricerche, L’ha affascinata di più?
“Questa domanda è molto divertente. Forse i Frisoni, sia per le storie sulla conversione del duca Radbod che ritira il piede dalla fonte battesimale dopo aver scoperto che i suoi amici e parenti pagani non lo attendono nel paradiso dei Cristiani, ma anche per via del loro legame con il mare: in alcune tarde tradizioni, i Frisoni erano raccontati come esseri acquatici, per metà persone e metà pesce. Al momento abbiamo un delfino nella laguna di Venezia e penso spesso a questa storia, anche se il legame tra le due cose non mi è chiarissimo.
Mi sono piaciuti molto anche i Liutizi, sicuramente meno conosciuti, che alla fine dell’XI secolo seppero organizzare una tenace resistenza alla conquista e creare un credo che plasmava aspetti della Chiesa cristiana in un culto politeista. Soprattutto avevano creato una sorta di paganesimo sociale, idealmente opposto alle monarchie cristiane. È anche vero che su di loro sappiamo poco e quindi, come dice un maestro, “il condizionale è d’obbligo” trattando questi argomenti così remoti.”
Sta già lavorando idealmente a un seguito del libro per analizzare il paganesimo in età moderna?
“Sto raccogliendo alcune idee con entusiasmo, anche se devo dire di non essere al momento un esperto di queste tematiche (anche se amo molto la musica e guardo compulsivamente film e serie televisive). Purtroppo, ho altri progetti da completare prima di potermi dedicare al libro di cui mi chiede, alcuni terribilmente noiosi, ma forse gli dèi ci aiuteranno”.
Leggerlo perché
Dopo la lettura di questo libro, direi che non è perduto il regno degli dei.
Neo
Una lettura impegnativa

