Ogni anno, nel mondo, si celebra il World CleanUp Day, un appuntamento simbolico ma concreto, dedicato alla pulizia del nostro pianeta dai rifiuti che soffocano città, spiagge, mari e campagne. Quest’anno, da Napoli, Let’s do it Italy coordina i lavori e lancia un messaggio che va oltre la pulizia fisica dei luoghi: vogliamo riflettere su uno dei rifiuti più invisibili e insidiosi del nostro tempo — i rifiuti tessili.
La cosiddetta moda usa e getta, il fast fashion, ci ha abituati a comprare vestiti con la stessa leggerezza con cui si acquista un caffè. Abiti prodotti in massa, a basso costo, spesso di bassa qualità, destinati a durare poco e a finire rapidamente in discarica. E il risultato è impressionante: ogni anno nel mondo vengono gettate via circa 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Una montagna di vestiti che non solo occupa spazio nelle discariche, ma lascia una profonda impronta ambientale.
Dietro una maglietta da pochi euro si nasconde un impatto che pochi conoscono. Prendiamo un dato su tutti: per produrre una semplice t-shirt servono fino a 2.700 litri di acqua, l’equivalente del fabbisogno idrico di una persona per quasi tre anni. E se pensiamo a un chilo di cotone, la cifra può salire anche a 10.000 litri. È un dato che fa riflettere, soprattutto se consideriamo che in molte parti del mondo l’accesso all’acqua potabile è ancora un privilegio, non un diritto garantito.
Come Ente Idrico Campano, sentiamo il dovere di accendere un faro su questa realtà. Lo spreco idrico non è fatto solo di rubinetti che gocciolano o irrigazioni inefficaci. È anche il frutto di scelte di consumo inconsapevoli, come l’acquisto compulsivo di vestiti prodotti con processi ad altissimo impatto ambientale.
Ed è per questo che oggi, da Napoli, una città simbolo di creatività, cultura e resilienza, vogliamo lanciare un messaggio chiaro: ripensiamo il nostro modo di consumare la moda. Ridurre gli sprechi tessili significa anche proteggere la nostra acqua, la nostra terra, il nostro futuro.
In Europa, ogni cittadino genera in media 19 chili di rifiuti tessili l’anno. Ma solo una piccola parte viene riciclata o riutilizzata: il resto finisce tra i rifiuti indifferenziati, bruciato o sepolto sotto terra. E in questo ciclo vizioso, l’acqua — bene comune, bene prezioso — viene sprecata due volte: nella produzione e nello smaltimento.
Il World CleanUp Day è quindi l’occasione per guardare oltre quello che raccogliamo per strada. È il momento per domandarci: quanti sprechi possiamo evitare prima ancora che diventino rifiuti? Quanto valore possiamo restituire all’acqua imparando a comprare meno, ma meglio?
Napoli, ancora una volta, può essere laboratorio di futuro. Con la forza delle sue comunità, delle sue scuole, delle sue imprese locali, può dare il buon esempio: promuovere il riciclo, sostenere la moda sostenibile, incentivare una nuova economia che rispetti le risorse naturali e valorizzi il territorio.
Perché il diritto all’acqua passa anche da qui: da una scelta consapevole davanti a un capo d’abbigliamento. Da un gesto semplice che, moltiplicato per milioni di persone, può davvero fare la differenza.
Oggi più che mai, la sostenibilità non è un’opzione: è una responsabilità. Per noi, per le future generazioni, per la Campania. Il World CleanUp Day è un invito a rimboccarci le maniche. E a scegliere, ogni giorno, da che parte stare.

