Quando l’estate inizia ad affievolirsi, e la luce si fa dorata e più pensosa, Terni si ricorda di avere un Anfiteatro Romano e un Giardino, sì, con la maiuscola, che non sono solo resti archeologici ma luoghi vivi, capaci di vibrare. È lì, tra antiche pietre e cicale stanche, che venerdì 29 e sabato 30 agosto torna LETZ FESTIVAL , giunto con sorprendente ostinazione alla sua terza edizione.
Non è solo musica elettronica. È una chiamata tribale, un rito collettivo sotto le stelle umbre, dove si balla, si ascolta e soprattutto si appartiene. Il programma? Di quelli che mettono ordine tra i festival del Centro Italia e ne riscrivono la geografia.
Il primo squillo arriva venerdì con Modeselektor (DJ set): berlinesi, geniali, rumorosamente imprevedibili. Per loro, unica data estiva italiana. Scelgono Terni, non Milano. E già questo racconta molto. Aprono la porta, la spalancano anzi, a un fine serata che profuma di scoperta con Fenoaltea, giovane promessa siciliana, capace di fondere elettronica e urban pop con una grazia a tratti sfrontata.

Sabato 30 agosto è il giorno della trance rituale. Mace, al comando del progetto audiovisivo Voodoo People, porterà in scena un set che ondeggia tra acid techno e suggestioni tribali, come se Detroit e Lagos si dessero appuntamento sotto un cielo in technicolor. Sullo stesso palco salirà Ela Minus, colombiana d’origine, ma ormai cittadina dell’altrove elettronico globale. Già Coachella, Primavera Sound, Estéreo Picnic: ora, anche Terni.
LETZ non è più una scommessa. È un punto fermo per chi crede che la provincia possa essere avanguardia, se ha il coraggio di osare. E loro osano. Lo hanno fatto con Apparat, HAAi, Elkka, Sofia Kourtesis, Populous e altri ancora. Osano anche ora, incastonando l’esperienza musicale in una geografia che, se solo la si ascolta, parla: la Cascata delle Marmore, il silenzio archeologico di Carsulae, le acque verde smeraldo di Stifone. È come se la musica avesse trovato casa, e intorno a casa un paesaggio con cui dialogare.


Questa edizione ha un tema, come ogni rito che si rispetti: la celebrazione collettiva, dove il ballo non è evasione, ma linguaggio; dove la musica non è accompagnamento, ma tessuto stesso dell’esperienza. Si partecipa, si abita, si costruisce un noi danzante, fatto di corpi, battiti e visioni.
Dietro tutto questo c’è LETZ, collettivo testardo e lungimirante, che dal 2020 combatte la buona battaglia: portare in provincia ciò che troppo spesso si concede solo alle capitali. Collettivi, dj, artisti, senza etichette o generi, purché siano necessari, originali, vivi.
Per i dettagli, le novità, gli aggiornamenti, ché la lineup è ancora in divenire, basta un salto su Instagram. I biglietti, invece, sono già disponibili. Preparate scarpe comode e orecchie spalancate.
LETZ FESTIVAL è a Terni, all’Anfiteatro Romano.
Via del Vescovado 7, 05100 Terni (TR).
Un indirizzo, una liturgia, un invito.

