Il 28 aprile il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede alla Commissione europea di presentare una proposta legislativa che stabilisca una definizione comune di stupro, basata sul consenso libero, informato e revocabile. La risoluzione è stata approvata con 447 voti a favore, 160 contrari e 43 astensioni. Nel testo, gli eurodeputati invitano gli Stati membri, le cui leggi si basano ancora su definizioni fondate sulla forza o sulla violenza, ad allineare le proprie leggi agli standard internazionali. Oltre al sostegno e alla protezione per le vittime di stupro, è stato stabilito che silenzio, mancata resistenza, l’assenza di un “no”, un consenso precedente, la condotta sessuale passata o qualsiasi relazione attuale o precedente non possono essere interpretati come consenso. I deputati affermano che quest’ultimo deve essere valutato nel contesto (soprattutto nei casi che presentano violenze) e richiedono di includere la violenza di genere tra i reati dell’Unione europea. Poiché solo una normativa basata sull’assenza di consenso può garantire l’accesso alla giustizia, i deputati richiedono l’adozione di un approccio intersezionale e centrato sulle vittime, che includa cure mediche immediate, assistenza sanitaria sessuale e riproduttiva, accesso a un aborto sicuro e legale, cure per il trauma, supporto psicologico e assistenza legale. Anche i professionisti che entrano in contatto con le vittime di stupro devono ricevere una formazione ad hoc secondo l’Eurocamera. Gli eurodeputati hanno chiesto una regolare e mirata per i professionisti che entrano in contatto con le vittime, ribadendo nuovamente la necessità di linee guida UE sull’educazione alla sessualità e alle relazioni, nonché campagne di sensibilizzazione su consenso, integrità sessuale e autonomia corporea. Secondo Istat, nel 2025 circa 6 milioni e 400mila donne italiane (il 31,9%) dai 16 ai 75 anni hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale a partire dai 16 anni in su. Il 18,8% ha subìto violenze fisiche e il 23,4% violenze sessuali. Tra queste, “solo” il 5,7% ha subito stupri o tentati stupri. Il 26,5% delle donne ha subito violenza fisica o sessuale da parenti, amici, colleghi, conoscenti o sconosciuti, il 12,6% nell’ambito della coppia. È stato riscontrato che dai partner si subisce anche violenza psicologica (17,9%) ed economica (6,6%). Purtroppo, i dati si sono rilevati stabili rispetto al 2014 e riflettono grosso modo le stesse tendenze registrate in Europa. Secondo Eurostat, dal 2014 al 2024 il numero di reati di violenza sessuale, compreso lo stupro, è aumentato costantemente, raggiungendo nel 2024 un incremento del 94,2% rispetto al 2014. Il numero di reati di stupro è incrementato del 150,4% in questo periodo. Nel 2024 sono stati schedati 256.302 reati di violenza sessuale (di cui 98.190 stupri), con un aumento del 5% rispetto al 2023. Un tale e preoccupante aumento è, però, strettamente legato alla maggiore sensibilizzazione della società, che sta prendendo sempre più consapevolezza nel corso degli anni e influisce sui tassi di denuncia.
Laureata in relazioni internazionali, scrivo da più di tre anni di politica estera e dinamiche internazionali. Credo fermamente che tutto, dal cibo che mangiamo ai film che guardiamo, sia politico e ciò vale anche per l’informazione che consumiamo. Nel 2025 ho frequentato una Scuola di Reportage Narrativo intitolata alla memoria di Alessandro Leogrande, un’esperienza che mi ha spinto a riorientare i miei obiettivi professionali. Attualmente vivo in Belgio, Paese che sto imparando a conoscere e di cui vorrei restituire storia, cultura e contraddizioni.
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