La via dei figli di Noe’: un cammino spirituale basato su sette principi donati da Dio.
Sette indicazioni per vivere con Dio.
Agli ebrei, Dio diede 613 precetti; ai figli di Noe’, cioè a tutti gli altri, ne diede 7.
I figli di Noe’ sono gli uomini che ripopolano la terra dopo il diluvio.
Nel cielo, un arcobaleno: il legame fra Dio e l’uomo. Sette colori, sette leggi.
Sette strumenti per aprire il cuore dell’uomo a Dio.

Il Baal Shem Tov, fondatore del chassidismo, diceva che ogni volta che un essere umano compie una buona azione porta luce nel mondo.
Il chassidismo è un movimento ebraico basato sul rinnovamento spirituale. Teoria base del chassidismo è che niente è privo di Dio.
Prima legge: Non adorare idoli.
Adorare qualcosa al di fuori di Dio, significa adorare il nulla. Non si tratta solo d’idolatria ma di un errore più profondo: è affidare la propria vita ad altro e non capire che tutto viene da Dio.

Maimonide, filosofo rabbino medico talmudista, uno dei punti di riferimento del pensiero ebraico, spiega che l’idolatria nasce quando gli uomini hanno iniziato ad attribuire potere alle stelle. Oggi l’idolatria è dare potere ai soldi, al prestigio, all’ approvazione tramite social.
Questa la forza del testo sacro: il messaggio che trasmette e’ sempre attuale ed è un’indicazione per tutti noi. Adorare il denaro, l’apparenza, la droga oggi, come ieri, crea dipendenze, paure, disperazione.
Le indicazioni che l’autore fornisce nel libro, pur avendo origine dalla Bibbia, riportano a valori universali.
Rabbi Nachman insegna che ogni uomo può, anzi deve, unirsi a Dio nel suo linguaggio e nel suo cammino. Non è necessario cambiare identità o cancellare la propria cultura: basta orientarla verso il Creatore, trasformando la vita quotidiana in un dialogo con Lui.
Edoardo David Galliani, dopo anni a Milano nel mondo della moda, abbraccia lo studio della Torah e si trasferisce in Israele. Dirige un Kollel a Tel Aviv per i giovani che si avvicinano al Talmud. Ha tradotto diversi testi di Rabbi Nachman e tiene regolarmente lezioni on line. E’ referente italiano del Noahide World Center-Brit Olam dedicato allo studio delle Sette Leggi dei figli di Noè.

Lei ha trascorso i primi anni di vita nella Milano degli anni ’80.
Poi ha cambiato vita. Quale scintilla ha provocato questo cambiamento?
“È una storia un po’ lunga — magari le invierò anche un link dove ne parlo più nel dettaglio — ma in breve tutto è iniziato quasi per orgoglio. Frequentavo una ragazza la cui famiglia, in Norvegia, era molto protestante. Dopo averli messi “all’angolo” con domande sul cristianesimo, il mio ego mi spinse a cercare libri per capire l’ebraismo… con l’idea, in fondo, di mettere a tacere anche quello. È andata diversamente: invece di smontarlo, ci sono entrato dentro. E da lì è iniziato tutto il percorso”.
Attualmente insegna a Tel Aviv ai giovani che si avvicinano alla Torà. Come sono i giovani coi quali si rapporta?
“Sono di tutti i tipi, come è giusto che sia. Ognuno arriva con la propria storia, le proprie domande e il proprio cammino. Io cerco davvero, prima di tutto, di voler bene a tutti. Quando un giovane sente di essere accolto senza giudizio, il cuore si apre molto più velocemente della mente”.
Non ha mai pensato di tornare a Milano e aprire una scuola anche qui?
Milano resta nel mio cuore, ma la luce che si riceve qui in Israele — anche dalle persone più semplici — è qualcosa di unico. La fede vissuta qui, e la felicità nella fede che si respira, non hanno paragoni. E non c’è oro che possa comprarle. È questo che cerchiamo.

Il Suo libro è un gioiellino, una guida per l’umanità. Lei crede che l’uomo riuscirà a seguire le indicazioni ricevute da Dio?
“La ringrazio davvero per il “gioiellino”, mi onora molto. Io non solo credo che l’umanità possa seguire queste indicazioni — ne sono convinto — e penso che già oggi molte persone, spesso in silenzio e senza etichette, stiano vivendo secondo questi principi. Il bene ha più spazio nel mondo di quanto a volte sembri”.
Quale dei sette insegnamenti ritiene più importante?
“Non credo che uno sia “più importante” degli altri, perché sono tutti parte di un’unica struttura. Se però dovessi indicare la base di tutto, direi il riconoscere che Dio è Uno: da lì, naturalmente, tutto il resto trova il suo posto”.
Oltre alla lettura della Torà, quali libri ritiene fondamentali per una crescita spirituale?
“Oltre alla Torà, ritengo fondamentali i testi che parlano al cuore della persona e la aiutano a lavorare su se stessa nella vita quotidiana. Personalmente ho trovato grande luce negli insegnamenti di Rabbi Nachman di Breslev e dei suoi allievi, che sanno unire profondità spirituale e semplicità pratica. In generale, però, credo che ogni libro che avvicina l’uomo a una maggiore consapevolezza, umiltà e bontà verso gli altri stia già svolgendo una funzione spirituale molto preziosa”.
Leggerlo perchè
E’ un gioiello di spiritualità, semplice e profondo.
neo
molto breve…per fortuna, si può continuare a seguire David Galliani su Youtube.

