I servizi segreti italiani rappresentano uno degli strumenti centrali per la sicurezza nazionale in quest’epoca di incertezze geopolitiche. Essi operano per prevenire minacce interne ed esterne, proteggere infrastrutture strategiche e tutelare gli interessi del Paese all’estero. La struttura non è monolitica bensì fin dagli albori essi sono stati divisi in diverse agenzie con compiti distinti e coordinate dal governo.
Chi sono gli 007?
Dopo una recente riforma del 2007 i servizi segreti italiani si strutturano all’interno del SISR, ovvero il Sistema di Informazione per la Sicurezza della Repubblica. Il sistema è composto da tre apparati principali:
AISE, ovvero l’Agenzia Informazioni e sicurezza esterna. Questo ufficio si occupa di intelligence al di fuori dei confini nazionali, ovvero scovare le minacce oltre la frontiera. Ambasciate in paesi a rischio possono per esempio informazioni tempestive in caso di rivolte o guerre civili. Il Generale Giovanni Caravelli è il suo direttore dal 16 maggio 2020.
AISI, Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna. Lavora sul territorio nazionale, uno dei principali compiti e l’antiterrorismo nonché la protezione di aziende e infrastrutture critiche italiane. Bruno Valensise è a capo dell’AISI dal 19 aprile 2024.
DIS, Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza. E’ l’ufficio che coordina AISE e AISI, fornisce informazioni di raccordo e soprattutto comunica con il governo e il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (COPASIR). Il Prefetto Vittorio Rizzi è il nuovo Direttore Generale del DIS, in carica dal 15 gennaio 2025.
I limiti
Per legge, i servizi italiani devono rispondere al COPASIR e operare nel rispetto della Costituzione. In pratica, il confine tra sicurezza e violazione della privacy è sempre sottile. Ogni governo ha le sue priorità, e i servizi si adattano di conseguenza. Vi è comunque da ricordare che in passato, durante il corso della prima repubblica i servizi segreti sono stati accusati di essere direttamente coinvolti in diverse stragi e attentati, deviando di fatto dai binari istituzionali. La riforma del 2007 è stata pensata anche proprio per mettere ordine in alcune zone grigie. Approfondiremo eventualmente questi aspetti nei prossimi articoli…
Un nuovo ufficio?
Negli ultimi anni è emerso un nuovo attore nel panorama della sicurezza nazionale, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN). Istituita nel 2021 dal governo Draghi, non fa parte formalmente del SISR ma ne è stretta alleata, soprattutto nella protezione delle infrastrutture critiche e nella difesa dagli attacchi informatici. L’ACN coordina la risposta nazionale alle minacce cibernetiche, definisce standard di sicurezza per la Pubblica Amministrazione e gestisce le crisi digitali.
Fonti
Il sito dell’SISR è disponibile a questo link: all’interno vi si trovano diverse informazioni e iniziative, vi anche, per chi fosse interessato la possibilità di mandare la propria candidatura…

