Sono sempre stato convinto che per migliorare la qualità della vita in generale c’è bisogno di una presa di coscienza nel particolare. Vale a dire ogni cittadino deve essere responsabile per se stesso così da avere un ruolo attivo nel miglioramento delle condizioni ambientali indispensabili per il benessere del genere umano. E in qualità di Presidente dell’Ente Idrico, oltre che di direttore di questa testata, sento la responsabilità di rivolgermi ai lettori di Npd oltre che a tutti i cittadini della mia regione, per richiamare l’attenzione su un’emergenza che interessa ormai l’intero Paese: la scarsità idrica determinata da condizioni climatiche estreme sempre più frequenti e intense.
I primi mesi del 2025 hanno registrato temperature eccezionalmente elevate, inframmezzate da rovesci violentissimi. Giugno 2025 è stato il terzo più caldo dal 1979, con ondate di calore che hanno investito l’intero continente, portando molte città italiane a livelli di allerta massima. A Bologna e altre località dell’Emilia‑Romagna le temperature minime di giugno hanno raggiunto record storici, superando i 27 °C, mentre numerose città sono state classificate in fascia “rossa” per rischio caldo.
Le regioni settentrionali non sono state risparmiate: in Emilia‑Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte nel 2024 si sono registrati complessivamente 198 eventi meteorologici estremi – tra alluvioni, grandinate, siccità – quasi il doppio rispetto al Sud. Alluvioni e vento hanno provocato ingenti danni ai trasporti e alla popolazione, oltre che alle coltivazioni, sia in Lombardia che in Toscana.
Nelle regioni meridionali, come Sicilia e Sardegna, la siccità del 2024 è stata classificata come “tra le più severe mai registrate”, con deficit pluviometrici e termici eccezionali, ed effetti devastanti sull’agricoltura e sulle riserve idriche locali.
Il quadro nazionale evidenzia dunque un trend inequivocabile: l’Italia è sempre più frequentemente investita da eventi estremi, come fenomeni alluvionali e siccità prolungata. Secondo i dati di Legambiente, in un decennio i casi di eventi estremi sono cresciuti quasi sei volte, passando da 60 nel 2015 a 351 nel 2024.
In Campania, anche in considerazione della situazione locale, con l’Eic abbiamo lanciato in queste settimane la campagna regionale “Rubinetto aperto, futuro chiuso”, integrata nel piano emergenziale idrico approvato dalla Regione Campania. A oggi, i livelli delle sorgenti regionali sono inferiori alla media stagionale e comparabili a quelli del 2017, anno emblematico della crisi idrica. La Regione ha destinato 12 milioni di euro a interventi come la riattivazione dei pozzi dismessi, incluso il progetto a Napoli per la centrale di Lufrano finanziato con 2 milioni di euro. Parallelamente, è attivo un tavolo tecnico permanente – con Regione, Autorità di Bacino, Distretto Idrografico e gestori – guidato dall’Ente Idrico Campano per implementare opere di potenziamento, interconnessioni e recupero delle risorse idriche.
Ma non bastano gli interventi infrastrutturali. Il lavoro delle istituzioni viene vanificato se non è accompagnato da comportamenti responsabili da parte dei cittadini. Azioni semplici come chiudere il rubinetto durante la pulizia dei denti, preferire la doccia al bagno, usare lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico, riparare perdite e scarichi guasti, o lavare l’auto con secchio anziché getto diretto, possono ridurre sprechi anche maggiori di cento litri al giorno per nucleo familiare.
L’acqua è un bene comune indispensabile: ogni litro risparmiato oggi rappresenta una riserva preziosa per il futuro del Paese. La tutela delle risorse idriche richiede una strategia nazionale integrata, in cui azioni tecniche ed efficienza infrastrutturale siano accompagnate da scelte consapevoli nelle case, nelle famiglie, e nella vita quotidiana.
Ogni cittadino e istituzione, dal Nord al Sud, ha il dovere di collaborare con impegno civico e senso di responsabilità. La crisi climatica riguarda tutti: solo uniti possiamo garantire la resilienza del sistema idrico nazionale e la sostenibilità della risorsa per le generazioni future.
Luca Mascolo
Presidente, Ente Idrico Campano
Direttore, Ndp

