Scuola, a teatro le cronache scolastiche.

Scuola, a teatro le cronache scolastiche.

Di certo pochi lo sanno, ma le scuole pubbliche ed, in particolare quelle elementari, custodiscono tesori. Ne è convinta Laura Nardi, sceneggiatrice, attrice e regista, impegnata da oltre due anni nella trascrizione di  registri storici di una scuola elementare di Roma, la scuola Capponi dell’I.C. Sandro Onofri, nel quartiere Portuense/Trullo.  Si tratta di registri scolastici che vanno dal 1944 al 1976. La notizia è che giovedì 27 ottobre, saranno raccontati in uno spettacolo, “Cronaca di vita della scuola” , che andrà in scena in un’unica replica al teatro Vascello, uno dei presidi culturali della Capitale. Tutto ebbe inizio con il regio decreto del 1928, quando tra gli obblighi dei maestri vi era quello di annotare, non solo questioni sanitarie, statistiche e numeri, ma anche aspetti sociali. – Alcune pagine sono autentiche poesie, prose emozionanti, di certo una sorta di libro Cuore documentale, non ottimista, ma necessario per ricordarci da dove veniamo.- Conferma Laura Nardi.

La storia delle bambine, poi,  è particolarmente emblematica di quanta strada sia stata percorsa, da quando, molto spesso  erano costrette  a lasciare i banchi, scelte dai padri per andare a lavorare, o per aiutare in casa, per sostenere l’accudimento dei fratelli maschi. Lo annota il maestro di Lena, a cui il padre strappò il grembiule, perchè in terza elementare si decidesse ad obbedire e a lasciare lo studio.  Lo spettacolo avrà un’unica esibizione.  ” Per quanto entusiasmo abbia suscitato anche nei direttori teatrali, la scuola, secondo Nardi, ancora non viene ritenuta d’appeal per il circuito.” 

AAMOD

Un impegno di due anni di studio che ha permesso agli ideatori di unire i ritrovamenti anche con altre scuole e singole maestre, che, con l’occasione, hanno potuto fare squadra ed aggiungere libri o scritti individuali, nati sempre da impegni singoli ed autofinanziati, come quello originale ed importante del ritrovamento della scuola di Largo Oriani, dove il maestro Caproni annotava nel registro la sua sperimentazione pedagogica in forma di gioco, come quella in cui, fingendosi preoccupato di non sapere nulla su Napoleone spronò, con il gioco, i suoi scolari a cercare informazioni per aiutarlo a rispondere al direttore scolastico in arrivo. Chissà quanti altri documenti stanno ammuffendo negli archivi delle scuole elementari di tutta Italia ed andranno perduti, mentre sarebbe importante un impegno istituzionale, anche del MIUR, per digitalizzarli, conclude Laura Nardi. Lo spettacolo sarà l’occasione anche per rilanciare il progetto? Ce lo auguriamo, Lo spettacolo è stato costruito con le scene di AmandioPinheiro, i costumi di Ilaria Albanese e le immagini rinvenute da Laura Cortini nell’ AAMOD, l’archivio del Movimento Operaio e Democratico

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