Allerta massima
A quelle parole, Kennedy si girò verso di lui, dandogli improvvisamente tutta la sua attenzione, guardandolo con gli occhi fuori dalle orbite. Annuì, “ho avvertito il NORAD mentre arrivavo qui, signor Presidente”, gli spiegò, “adesso siamo a livello di allerta massimo”.
Con un filo di voce, Bobby gli chiese “ma questo significa…”, “…esattamente”, completò lui la frase “guerra nucleare iniziata o in procinto di iniziare”. Le sue parole parvero avere un effetto catalizzante sul Segretario alla Giustizia che scattò in piedi esclamando “vogliate scusarmi…io…io devo sentire l’ambasciatore sovietico!”. Il fratello rimase un attimo a guardarlo, poi si rivolse a lui e gli chiese “Robert…cosa dici, è una buona idea?”.
Il Generale LeMay commentò sarcasticamente “sì, certo, come no…perché non gli chiediamo anche se vuole che gli ripitturiamo quella sua dacia del cazzo eh?”. Lo ignorò e con lui tutti nella stanza. Dopo averci pensato un attimo chiese a Rusk “Dean, io non ho nulla in contrario. Mi sembra una buona idea, tu che ne dici?”, “beh, se siamo in guerra…almeno la guerra andrebbe dichiarata no? Tu che dici John?”.
Il direttore della CIA, che evidentemente ci aveva già pensato, disse “beh, considerando tutto…credo che, se i sovietici non lo hanno scoperto, probabilmente lo stanno scoprendo o lo capiranno da qui a dieci minuti. Troppo pochi per preparare qualunque cosa, perciò io tenterei”.
Il Presidente aveva i suoi parerei. “Bene, Bobby”, gli disse, “vai pure”. Il Segretario alla Giustizia si precipitò fuori dalla stanza. Alle sue spalle, MacNamara sentì l telefono trillare. Andò verso la parete e sollevò la cornetta, “pronto”, disse seccamente. “buonasera, Segretario MacNamara, cosa posso fare per lei?” rispose il generale Paul DeWitt Adams.
Aveva un accento del sud, dell’Alabama, anche se lo accompagnava con una cadenza che si sforzava di imitare quella più nobile e aristocratica del nord-est. Il generale, dopotutto, veniva da una famiglia antica e potente…suo padre discendeva direttamente da John Adams, secondo Presidente degli Stati Uniti dopo George Washington e prima di Thomas Jefferson. “buonasera, Generale, senta…io la chiamo per via dei suoi ordini”, spiegò MacNamara.
Quell’altro, schietto, lasciò andare una breve risata “che strano, signore, pensavo mi chiamasse per un pronostico sulla major league…” gli fece, sarcastico. Lui non ci badò e cercando di darsi un tono, gli chiese “mi dica, generale, ha già diramato l’ordine di partire per Cuba?”, “sì, certo, gli ultimi bombardieri sono decollati cinque minuti fa…abbiamo quasi finito di caricare i velivoli da trasporto truppe e poi quei com…”, “i suoi ordini sono revocati”, si limitò a dirgli. “che ha detto?!”, gli domandò Adams incredulo “mi scusi ma…non me la bevo. I sovietici ci attaccano e…”, “i sovietici non ci hanno attaccati, generale!”, rispose lui con stizza. “siamo…anzi, siete stati voi…voi cazzo!
Vi avevamo detto di sparare colpi di avvertimento e di non procedere senza prima avvisarci se avessero superato la quarantena e voi ve ne siete fottuti! Loro non ci hanno attaccato!”, la riposta del generale per poco non gli fece cadere la mandibola, “cos’è, amico dei commies, compagno MacNamara?”.
Il suo sbigottimento era, forse, troppo evidente perché Kennedy, nel vederlo, si alzò dalla sedia, passando accanto a un LeMay con un’espressione che sembrava quasi compiaciuta.
…continua

