Il Direttore
Probabilmente il Presidente ne era già al corrente, così come Robert, che aveva l’abitudine di lavorare fino a tardi. Ma il Direttore John McCone aveva lasciato l’ufficio presto quel pomeriggio. Saputo del colloquio telefonico in programma per quella sera con Fanfani e delle rassicurazioni date da Bobby Kennedy al Cremlino, ne aveva approfittato per ritirarsi e riposare un po’.
Questo significava, però, che il messaggio non lo avrebbe raggiunto in ufficio. Dando per scontato che la segretaria di turno avesse ricevuto il cablogramma dalla Difesa contemporaneamente a lui e anche considerando che lo avesse letto subito, c’era una procedura da seguire.
Non disponendo del numero di casa di McCone, avrebbe dovuto mettersi in contatto col centralino e consegnare il documento alla hotline per le emergenze dove l’operatore di turno, che doveva fare da “filtro”, avrebbe chiamato a casa del Direttore per informarlo e spedirgli una macchina.
Solo questa procedura avrebbe richiesto almeno dieci minuti supplementari, se tutti avessero avuto il polso necessario a reagire prontamente davanti alla prospettiva dei loro incubi che divenivano realtà. Questo significava che il Direttore McCone era, nel caso più ottimista, appena stato informato.
Non poteva correre il rischio di perdere tempo per una segretaria terrorizzata o un operatore che andava in panico. Sollevò la cornetta e compose il numero privato di casa McCone.
Una voce femminile rispose dopo tre squilli. “Sì, pronto…chi parla?”, era Mrs. Pigott McCone, la moglie di John. “buonasera, signora”, disse Dean educatamente, “avrei bisogno di parlare con suo marito…me lo può andare a chiamare per favore? Gli dica che è urgente. Grazie mille”. Cercò di parlare con tono fermo.
… continua

