L’Ambasciatore
Adams continuò, al telefono, dicendogli “Lei, Segretario, deve capire che io servo il superiore interesse degli Stati Uniti d’America e rispondo solo al mio comandante in capo! Mi ha capito? Perciò farà meglio a farmelo dire da lui, perché non lasce…”.
Proprio in quel momento, il Presidente gli fu davanti. “Robert, dallo a me”, disse, prendendo la cornetta. “buonasera, generale!”, fece con aria di stizza, “vedendo l’espressione del mio Segretario della Difesa, sembra quasi che Lei non voglia cooperare.”. Seguì un attimo di silenzio, poi il Presidente proseguì “no, cazzo mi ascolti lei adesso! Non me ne frega un cazzo di chi è figlio, non me ne frega un cazzo di quello che ritiene giusto! Lei è lì per eseguire gli ordini…i miei ordini!”.
Un altro momento di silenzio, poi disse “sì…sì…infatti la Costituzione sul quale lei ha giurato, generale, mi attribuisce il potere di darle ordini perché io sono il suo comandante in capo! Adesso richiami quei…”. Il generale, evidentemente, lo interruppe. MacNamara non lo aveva mai visto così. Il Presidente Kennedy prima sbiancò a tal punto che pensò di prendere una sedia e mandare a chiamare gli infermieri.
Poi, dopo circa cinque secondi divenne rosso. In fine parlò con una voce sibilante, minacciosa e un tono che non ammetteva repliche. “stammi a sentire, piccolo bastardo”, sibilò nella cornetta “quanto cazzo credi che ci metterò a esautorarti e a farti sostituire da un altro generale eh?
Posso firmare un ordine e congedarti con disonore anche adesso…verrai sostituito dal tuo secondo in comando in meno di due minuti…”. Evidentemente l’uomo provò a interromperlo, perché lui urlò “no cazzo, stai zitto! Stai zitto!” a quelle parole persino LeMay parve sussultare. Davanti allo sguardo incredulo di MacNamara e degli altri consiglieri, continuò a parlare “perciò adesso facciamo così, d’accordo? ritira-i-bombardieri…adesso e forse e dico forse, mi scorderò di te, piccola, insignificante testa di cazzo e quando tutto questo sarà finito, non verrò a far rotolare la tua testa di merda sul tappeto di casa tua. Chiaro?”.
Silenzio. Silenzio di tomba in tutta la stanza. Poi disse “bene, mi aspetto che il NORAD mi invii un messaggio quando i bombardieri saranno rientrati alla base…sappia che c’è un codice per verificare se il messaggio è autentico…ha dieci minuti, poi la faccio arrestare. Grazie”.
Si girò verso di lui e gli ridiede il telefono dicendo “scusami Robert, ma quando è troppo è troppo”, “nessun problema, signor Presidente”, rispose il Segretario della Difesa. In quel momento rientrò Bobby, trafelato. Tutti gli occhi si piantarono su di lui. “Ho cercato di contattare l’ambasciatore Dobrynin…”, si fermò un momento ansimando, poi scosse la testa sconsolato e disse “…non mi ha risposto”.
… continua

