Iniziamo con una celebre frase citata nelle conclusioni del Governatore: ““è difficile fare previsioni, soprattutto quando riguardano il futuro”
L’economia
Prevedere l’economia è sempre complicato e si rischia la figuraccia. Non ci sono certezze.
I fattori economici reagiscono alle politiche degli Stati , funzionano in parallelo e di conseguenza. L’errore della previsione è sempre dietro l’angolo e l’economia richiede stabilità e certezze.
Il contesto è cambiato
Cinquant’anni fa il contesto macroeconomico era diverso.
Il Governatore afferma come gli “shock, i progressi della teoria economica e l’esperienza maturata hanno trasformato il ruolo delle banche centrali”. Oggi, le modalità di acceso alle informazioni sono molto differenti.
La tutela
La tutela del potere d’acquisto della moneta, insieme agli strumenti previsivi e la sorveglianza della stabilità finanziaria, oggi sono differenti rispetto a quelle del secolo scorso.
Le banche centrali e i banchieri hanno strumenti più evoluti.

I tre ambiti di analisi del Governatore
Nell’ambito del recente convegno organizzato dall’associazione Prometeia, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua fondazione, il Governatore ha individuato tre ambiti di analisi.
“La conduzione della politica monetaria, la modellistica economica e l’uso delle previsioni nei processi decisionali delle banche centrali”.
Serve integrazione
Il Governatore Panetta ha proseguito sostenendo come la corretta integrazione dei tre campi di analisi è l’elemento per realizzare una tempistica precisa ed efficace nella previsione di eventi economici futuri, “soprattutto in un contesto in continua evoluzione”.
Indipendenza, stabilità e previsioni
Negli anni settanta la politica monetaria non era separata dalle altre politiche economiche pubbliche e allora “le previsioni, incluse quelle sull’inflazione, non erano considerate indispensabili”. SI potevano oppure non si potevano prevedere.
Gli obiettivi richiesti alla banche centrali erano “intermedi“.
Si occupavano delle “difesa del cambio o la crescita degli aggregati monetari”. Non c’era l’euro! Oggi è cambiato tutto.
Profondi mutamenti e la prima svolta
Dagli anni settanta abbiamo assistito a profondi mutamenti, sia nel contesto macroeconomico e sia istituzionale. Le innovazioni teoriche e la comunicazione hanno incrementato l’importanza delle “ previsioni nel processo decisionale della politica monetaria”.
L’ondata inflazionistica degli anni settanta e primi anni novanta crearono shock di ampia rilevanza.
In quegli anni si determinò la prima svolta rispetto alla capacità di previsione economiche.
La risposta
In risposta ai quei turbamenti e a quei traumi “molte banche centrali acquisirono indipendenza e adottarono come obiettivo primario esplicito la stabilità dei prezzi nel medio termine”.
Si introdussero i concetti di trasparenza e di responsabilità.
Da allora “quasi tutte le banche centrali pubblicano regolarmente le loro previsioni”.
La crisi finanziaria globale
Il Governatore Panetta nella sua relazione prosegue sottolineando come “La fase di instabilità si è aperta con la crisi finanziaria globale del 2008-09, seguita dalla crisi dei debiti sovrani in Europa, dalla recessione post-pandemica e dalla fiammata inflazionistica innescata dalla crisi energetica”.
Tutto questo comportò una evidente accresciuta volatilità, determinando profondi cambiamenti nel ruolo e nella natura delle banche centrali rispetto alle previsioni delle banche centrali.
Il risk management
La distribuzione del rischi divenne centrale, fondamentale.
Si formò il cosiddetto approccio del risk management“. Si iniziò a concepire un processo che mirava ad identificare, analizzare, valutare e controllare i rischi che potrebbero influenzare il raggiungimento di obiettivi prefissati.
Un approccio innovativo
Si delineo progressivamente un approccio sistematico per affrontare le incertezze, sia come minacce che come opportunità. Un sistema adottato per minimizzare l’impatto negativo dei rischi, capace di massimizzando al contempo i benefici.
Soprattutto in un contesto “di elevata incertezza”, come puntualizza il Governatore.
Divenne necessario “reagire in modo bilanciato a un’ampia gamma di possibili sviluppi, anziché affidarsi esclusivamente alla politica ottimale nello scenario più probabile”.
Scenari alternativi e arricchimento del patrimonio informativo
Le modalità previsionale era da rivedere.
Il lavoro di chi era preposto a prevedere cambiò.
La “costruzione di scenari alternativi e la valutazione del grado di incertezza intorno alla previsione centrale” divenne d’obbligo. Oggi è ormai “prassi consolidata”.
Il Governatore ricorda come “La successione di shock di entità straordinaria e i conseguenti errori previsivi – talvolta assai significativi – hanno finito per arricchire il patrimonio informativo che accompagna le previsioni, rendendole strumenti più completi e consapevoli”.
Nuove frontiere
Oggi assistiamo ad importanti progressi nelle “capacità di calcolo”.
Oggi è migliorata la capacità di valutare le previsioni in campo economico.
Perché?
Perché è migliorata la percezione previsiva del futuro economico?
Per lo stesso motivo per cui dovrebbe essere adottato il criterio umano esistenziale: le esperienze del passato servono per andare avanti. Infatti Panetta sostiene come le esperienze previsive economiche degli anni precedenti sono servite all’analisi economiche di oggi
Nuovi scenari
Oggi si “aprono nuovi scenari per l’analisi economica, rendendo possibile l’integrazione tra modelli macroeconomici e strumenti di analisi microeconomica”.
Scenari che permettono di utilizzare analisi e di trattare temi che prima non era possibile adottare in maniera efficace.

Banca d’Italia
Panetta, da Governatore della Banca d’Italia analizza come “Ad esempio, le analisi della Banca d’Italia mostrano che le politiche di quantitative easing adottate nel periodo pre-pandemico, diversamente da quanto ipotizzato da alcuni, non hanno aggravato le disuguaglianze, ma hanno prodotto effetti redistributivi moderatamente positivi”.
La combinazione tra livelli “micro e macro si è rivelata utile anche in altri ambiti” permettendo di stimare e misurare con “maggiore precisione gli effetti del razionamento del credito durante la crisi dei debiti sovrani”.
L’Intelligenza Artificiale
Altro capitolo trattato di estrema attualità: l’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale apre prospettive interessanti per la costruzione e l’attivazione di nuove “dinamiche complesse e non lineari, come già accaduto nel campo meteorologico”.
Ma non solo lì. Ormai l’IA si adotta “in ambito monetario” dove la sua “capacità di offrire una narrazione economica rimane irrinunciabile: per questo, anche i modelli più avanzati dovranno affiancarsi a strumenti interpretabili e teoricamente fondati”.
Prevedere l’economia
“Prevedere l’economia, in definitiva, non sarà mai un esercizio esatto.
Gli agenti economici, a differenza delle particelle fisiche, reagiscono alle politiche, formulano aspettative, interagiscono strategicamente.
Per questo, l’errore continuerà a far parte del processo. E proprio per questo motivo, il lavoro sui modelli non potrà mai dirsi concluso”.
Fonte Banca d’Italia
Allegato intervento del Governatore Fabio Panetta al recente convegno organizzato dall’associazione Prometeia.

