L’interesse di Bismarck
In vista della futura guerra contro l’Austria, Bismarck iniziò a valutare il possibile intervento dell’Italia, ritenuto decisivo per modificare gli equilibri del conflitto. La partecipazione italiana avrebbe infatti costretto l’Impero asburgico a combattere su due fronti, dividendo le proprie forze militari. Per questo motivo, già nel 1865, il diplomatico prussiano Guido Usedom avviò contatti con il governo italiano.
Le condizioni italiane
Alla proposta prussiana, Alfonso La Marmora, presidente del Consiglio italiano, rispose favorevolmente. L’Italia era disposta a entrare in guerra contro l’Austria al fianco della Prussia, ma pose alcune condizioni precise: il conflitto non si sarebbe dovuto concludere con accordi separati tra i due paesi che avrebbero potuto danneggiare gli interessi italiani. Inoltre, ogni iniziativa doveva ottenere l’approvazione della Francia.
La dipendenza dalla Francia
Durante le trattative, l’Italia si comportò più come una potenza subordinata che come uno Stato pienamente autonomo. Tale atteggiamento derivava soprattutto dalla forte dipendenza politica e finanziaria nei confronti della Francia. Dopo la Seconda guerra d’indipendenza, infatti, il Regno d’Italia aveva contratto importanti debiti con Parigi, condizionando così la propria politica estera.
La Convenzione di Gastein
La firma della Convenzione di Gastein, il 14 agosto 1865, sembrò temporaneamente ridurre le tensioni tra Austria e Prussia. Di conseguenza, il riavvicinamento tra Italia e Prussia perse momentaneamente importanza per il governo di Berlino. Tuttavia, la tregua tra le due maggiori potenze tedesche durò poco e le relazioni diplomatiche tornarono presto a deteriorarsi.
Il problema del Veneto
Di fronte alla prospettiva sempre più concreta di una guerra su due fronti, l’Austria cercò di indebolire l’alleanza italo-prussiana. Per farlo, prese in considerazione la possibilità di cedere il Veneto all’Italia in cambio di un compenso economico. Il Veneto rappresentava infatti il principale obiettivo politico e territoriale del governo guidato da La Marmora.

