La ginnastica artistica è uno degli sport più spettacolari ad oggi esistenti. Seppur negli ultimi anni abbia acquisito una maggiore visibilità, grazie soprattutto a successi internazionali come l’oro di Alice D’Amato alle Olimpiadi di Parigi, la ginnastica è una disciplina ancora poco conosciuta.
Origini ed evoluzione
La ginnastica artistica è uno sport molto antico. Si possono individuare le sue origini in diverse culture del passato, le quali però la intendevano come un miscuglio di atletica leggera, lotta e pugilato.
Solo nel diciannovesimo secolo si giunse a una visione più moderna di questa disciplina grazie alla cosiddetta “ginnastica scientifica” di origine tedesca – che comprendeva corsa e salti – e l’introduzione degli “attrezzi”.
In Italia, la ginnastica arrivò nel 1807 e in Piemonte ebbe il suo maggiore sviluppo grazie all’introduzione dell’istruzione ginnica nelle accademie militari. Nei successivi decenni maturarono diverse associazioni sportive che nel 1869 si federarono nella FGI (Federazione Ginnastica d’Italia).
Nei primi Giochi Olimpici moderni di Atene 1896 la ginnastica venne ufficialmente riconosciuta come disciplina olimpica. A partecipare furono otto nazioni e gli atleti tutti uomini, poiché l’adesione femminile non era consentita.
Le donne infatti poterono concorrere solo dal 1928 alle Olimpiadi di Amsterdam, Paesi Bassi.
Attrezzi
Nella ginnastica artistica si compete sugli “attrezzi”, strutture fisse di differenti dimensioni sulle quali gli atleti si esibiscono.
Il settore femminile (GAF) comprende 4 attrezzi: parallele asimmetriche, trave, volteggio e corpo libero.
Sulle parallele asimmetriche, le atlete eseguono movimenti dinamici e salti spettacolari, che possono essere eseguiti atterrando sullo stesso staggio o tra uno staggio e l’altro.
Sulla trave la ginnasta deve effettuare una routine composta da elementi acrobatici, artistici e coreografici in un tempo massimo di un minuto e trenta secondi, allo scadere del quale la ginnasta riceve una penalità se non ha ancora terminato l’esercizio. Questa attrezzatura ha delle dimensioni ben definite: 125 cm di altezza, 5 m di lunghezza e 10 cm di larghezza. È proprio a causa della sua piccolasuperficie che eseguire un esercizio perfetto risulta ancora più difficile rispetto agli altri attrezzi.
Nel volteggio, fino al 2001 chiamato “cavallo” e comune alla GAM, l’atleta corre una distanza massima di 25 m alla fine della quale compie un’acrobazia ad altissima potenza. È possibile eseguire tre tipologie di salto: ribaltata (avanti), Tsukahara (laterale) e Yurchenko (indietro). Esse detengono diversi punteggi di partenza in base alla difficoltà di realizzazione.

Al corpo libero, gli sportivi effettuano una serie di elementi acrobatici su una pedana quadrata di lato 12 m. Tra il settore femminile e quello maschile è presente una sostanziale differenza nell’esecuzione degli esercizi. Nella GAF, le ginnaste devono muoversi su tutta la superficie alternando acrobazie a salti artistici e coreografici, andando a tempo di musica. Per quanto riguarda la GAM, i ginnasti sono esonerati dal danzare, dovendo quindi eseguire solo elementi acrobatici.
Il settore maschile (GAM) è invece composto da 6 attrezzi: volteggio e corpo libero, comuni alla GAF, anelli, sbarra, parallele simmetriche e cavallo con maniglie.
Gli anelli, che hanno portato l’Italia sulla vetta del mondo più volte grazie alle esibizioni straordinarie di Juri Chechi, sono forse l’attrezzo-simbolo della ginnastica artistica maschile. L’esercizio dura circa un minuto durante il quale l’atleta mantiene posizioni isometriche e di forza, compie movimenti dinamici e di slancio e termina necessariamente con un’uscita.
La sbarra è un attrezzo molto simile alle parallele asimmetriche femminili. L’esibizione è caratterizzata da un elemento principale, la granvolta, un movimento circolare attorno a tutta la sbarra, che può essere eseguito sia di petto che di dorso.
Sulle parallele simmetriche viene richiesta ai ginnasti una serie di evoluzioni al loro interno, sfruttando l’oscillazione e la forza delle braccia.
Il cavallo con maniglie è una struttura sulla quale l’atleta deve sostenersi solo attraverso le mani. Gli elementi principali sono il mulinello e la sforbiciata, rotazioni delle gambe e delle braccia in appoggio sulle diverse parti del cavallo.
