Un concerto a Lume di candela in Villa Litta a Lainate

Concerto a lume di candela anche nella favolosa Villa Litta di Lainate. Una fantastica villa d’epoca e un parco con alberi secolari hanno fatto da cornice a un palco tappezzato di candele, un romantico pianoforte nero a coda.
La luna illumina la sera, la musica inizia.
I concerti a lume di candela si stanno moltiplicando: un pubblico sempre più attento e in ricerca di nuove esperienze, riempie le sale dei concerti con serate uniche, emozionanti. La luce delle candele ridipinge i luoghi creando nuove e suggestive esperienze sia all’aperto che nei teatri. A Lainate, il palco ha accolto Sonia Vettorato che al piano ha regalato al pubblico una serata molto emozionante. Musicista e insegnante di musica da trent’anni, ha offerto al pubblico un concerto molto vario.

Il concerto è iniziato con un brano di Chopin, il più classico dei pianisti, poi, Mozart, Debussy. Ma pochi minuti dopo il pubblico era già immerso in brani contemporanei, famose colonne sonore di film molto amati. Le note del “ Favoloso mondo di Amelie”, di “ Dont’ cry for me Argentina” e di “ Shallow” , fra le tante che sono state suonate, hanno fatto emozionare il pubblico.
Abbiamo avuto l’onore d’intervistare Sonia Vettorato, solare e molto disponibile.
Il pianoforte, la sua passione: come è iniziata, a che età ?
sono sempre stata affascinata dal mondo dei suoni e da piccola a Natale
mi facevo regalare strumenti giocattolo chitarre, trombe fisarmoniche e
anche un piccolo piano. poi forse l’influenza di una vecchia signora che
abitava al piano inferiore e suonava il piano mi ha fatto scattare la
scintilla.
Ho iniziato per gioco verso i nove anni con l’unica maestra di piano del
mio paese, Anna Ramaccioni , la moglie del farmacista e non mi sono piĂą
fermata. In realta’ non pensavo di fare la pianista , volevo fare la
scrittrice o l’archeologa o la studiosa di belle arti , poi verso i
diciotto anni ho pensato che forse era la mia strada, anche se non ho
mai abbandonato le altre passioni

Che approccio ha avuto allo strumento?
Mio padre ( visto che mi piaceva l’organo Bontempi) mi ha acquistato un
organo Farfisa a due tastiere con accompagnamenti molto costoso , ma la
maestra di piano non conosceva la tecnica di insegnamento organistica
per cui mi ha fatto acquistare un pianoforte.
io studiavo con passione anche se ero una bambina ed è quindi maturata
l’idea di fare studi conservatoriali. E’ stato faticoso fare le
superiori e anche gli esami in conservatorio : ogni giorno dovevo
ricavare tempo per affrontare programmi sempre piĂą complessi e
difficili. quindi il rapporto è sempre stato di amore e odio. Suonare
mi faceva sognare, uscire dalla quotidianitĂ e dal banale , mi metteva
in comunicazione con la bellezza e la profonditĂ ma mi faceva anche
urtare contro i miei limiti, la fatica di perfezionare le esecuzioni,
l’ansia di dominare le difficoltĂ tecniche .
Insegna da molti anni. Come considera l’insegnamento musicale
oggi?
Oggi come in tutti i campi è difficile insegnare perchè sono cambiati
gli allievi. Sarebbe improponibile insegnare come una volta con libri
brutti pieni di esercizi , solfeggio e brani di te secoli fa. Pochissimi
resisterebbero. Devi motivare, adattarti alle caratteristiche , ai gusti
, alle capacitĂ e al desiderio di imparare dell’allievo utilizzando
didattiche nuove , piĂą coinvolgenti e poi piano piano ( quando la
curiositĂ e l’interesse soni presenti alzare le asticelle e proporre
studi sempre piĂą corposi ed efficaci per ottenere risultati
professionali. Insomma l’allievo deve pensare di giocare ma tu lo stai
facendo imparare davvero. E poi devi instaurare un rapporto di amicizia
, complicitĂ , fiducia anche di affetto con l’allievo perchè questo
contribuisce a impostare un lavoro proficuo e a rendere davvero
stimolante la lezione.

Come ci si rapporta coi bambini e adolescenti per farli
appassionare?
Come ho detto in precedenza bisogna essere psicologi piĂą che maestri.
Capire bene carattere potenzialitĂ sensibilitĂ dell’allievo e in
funzione di tutto ciò impostare un lavoro personalizzato per ciascuno
di loro proponendo materiali e ritmi ad hoc .
I metodi cambiano in modo radicale per un bambino di etĂ prescolare da
un bambino alle elementari . Non ne parliamo degli adolescenti, in
assoluto i piĂą faticosi.
Io ho diversi allievi adulti ( anche terza etĂ ) e anche questi sono
mondi molto diversi.
Nonostante la lunga carriera, immagino continui a studiare
ancora: quanto tempo dedica allo studio?
Quanto posso . A volte suono tutto il giorno , a volte non tocco il
piano. dipende da tanti fattori. E’ immenso il patrimonio musicale e non si ha
mai finito di imparare. anzi piĂą si va avanti e piĂą ti senti
infinitamente piccolo e incompleto davanti a tanto materiale e
competenze da sviluppare.
Avendo molti repertori con cantanti e strumentisti , spaziando dal
concerto , all’intrattenimento elegante al matrimonio o alla convention
devo tenere in testa un numero mostruoso di pezzi

Sul palco ci ha deliziato con musica Classica, pop, musica da
film, jazz: come sceglie i Suoi programmi? Quali sono i brani che ama
di piĂą?
Da sempre sono “onnivora” . Adoro la classica ma anche tutti gli altri
generi per cui sperimento di tutto. I programmi gli scelgo in funzione
del pubblico. Se suono per una convention non faccio certo Bach.
Ma anche nei concerti veri e propri cerco sempre di eseguire brani
gradevoli dove non devono mancare eleganza e raffinatezza
Se dovesse scegliere una musica per rappresentarLa, cosa
sceglierebbe?
Difficile dirlo… io ho mille personalitĂ quindi ho tante musiche che
mi rappresentano in vari contesti e situazioni .Qualche anno fa ti avrei
detto Chopin o Faurè ma mi sento anche Queen, Jobim, Duke Ellington ,
Sakamoto…
Quale autore ritiene imprescindibile?
Per un pianista Chopin però per crescere bene nella conoscen della musica bisognerebbe studiare da Bach passando per mozart Beethoven
Chopin , Liszt fino ai pianisti contemporanei senza trascurare pop rock
e jazz
Un consiglio d’ascolto ( uno classico e uno contemporaneo)
il secondo tempo del concerto per pianoforte e orchestra in sol di Ravel
Queen we want to live forever
Grazie

