La finanza per l’innovazione e l’intelligenza artificiale possono diventare leve per lo sviluppo nazionale
Secondo il parere del Governatore “L’intelligenza artificiale (IA) non è più una prospettiva lontana. È già entrata nei processi produttivi, nei servizi, nella ricerca, nella vita quotidiana. E avanza a una velocità che impone a imprese, istituzioni e sistema finanziario di agire con altrettanta rapidità”.
Gli sviluppi sono sotto gli occhi di tutti ed in particolare la diffusione di due nuovi modelli progettati per i ” cosiddetti “agenti di intelligenza artificiale” capaci di svolgere compiti complessi con un elevato grado di autonomia.
Sono modelli che collaborano fra loro e con il pubblico delle persone Ee l’arrivo sul mercato di dispositivi portatili dotati di una capacità di calcolo che fino a qualche anno fa richiedeva infrastrutture specializzate”.
Il Governatore prosegue: “Sono progressi che possono ampliare in modo significativo le possibilità di utilizzo dell’IA da parte delle imprese, riducendo costi, tempi e barriere all’adozione”.
In buona sostanza la diffusione ampia e tempestiva dell’IA può contribuire al rilancio della produttività nel nostro paese. “È un’opportunità rilevante, soprattutto per un’economia come quella italiana, ricca di competenze industriali, specializzazioni produttive e dati generati ogni giorno dalle imprese”.
“L’intelligenza artificiale può aiutare a prevenire guasti, ridurre sprechi, ottimizzare l’uso di energia e materiali, accelerare la progettazione, migliorare la qualità dei prodotti. Può trasformare i dati accumulati nei processi produttivi in conoscenza, innovazione, efficienza”.
L’impatto sarà rilevante anche nel campo della medicina. “L’IA può rendere più rapide e accurate le diagnosi, migliorare i percorsi di cura, accelerare la ricerca di nuovi farmaci e terapie; un ambito in cui il progresso tecnologico può tradursi direttamente in benessere per le persone”.
Cambierà sull’organizzazione del lavoro, formazione e il modo in cui prendiamo decisioni.
“È necessario agire con decisione affinché il progresso tecnologico si traduca in progresso umano”.
“È questo il senso dei richiami di Papa Leone e del Presidente Mattarella per i quali l’intelligenza artificiale deve restare al servizio della persona, della dignità del lavoro, della responsabilità e della libertà. Solo così il cambiamento potrà essere percepito come un’opportunità, non come una minaccia da cui difendersi”.

