La sento pronunciata ogni giorno, insieme al suo aggettivo. I giornalisti televisivi poi ne fanno incetta. Non c’è evento che allo stato non sia del tutto chiaro, banalmente qualcosa ancora da accertare, che subito la estraggono dal loro cilindro mediatico e la brandiscono per colpire le menti più…Diciamo più fertili. I social ne straparlano e i danni si moltiplicano. Del resto il compianto Umberto Eco ne era convinto: i social sono democratici ma hanno dato la parola anche agli idioti.
Personalmente ritengo che chi ne parla spesso non sa cosa dice. Chi ne sa, raramente ne parla. Eppure l’esoterismo continua ad attraversare la storia dell’umanità come un fiume carsico: invisibile, ma vorticoso e potentissimo.
Una parola incompresa
“Esoterismo” ripeto, è una di quelle parole che si usano spesso senza sapere davvero cosa significano e visto la superficialità imperante guai ad approfondire e capire. Per alcuni, è sinonimo di occultismo. Per altri, è una moda new age fatta di incensi, rune e pendolini. Per molti, è qualcosa da cui tenersi lontani. La Chiesa ha fatto, come sempre, la sua parte.
Ma il suo significato originario ha nulla a che fare con l’irrazionale e la magia. Deriva dal greco esōterikos, “rivolto all’interno”. L’opposto di exoterikos, che riguarda ciò che è esterno, pubblico.
Esoterico, quindi, è ciò che è nascosto non per malizia, ma per profondità. Fate vostro il concetto per favore.
Non tutto può essere detto a tutti
Non per vezzo, non per casta ma tutto non è di tutti. Nel mondo antico, questa non era una posizione elitaria, ma un approccio pedagogico. Platone, e non solo, parlava di livelli di verità: alcuni adatti ai giovani allievi, altri solo a chi aveva completato un percorso di maturazione interiore. Il cerchio si stringe.
L’esoterismo, in questo senso, è un metodo di trasmissione della conoscenza. Le grandi tradizioni sapienziali, dall’antico Egitto al sufismo islamico, dalla cabala ebraica alla gnosi cristiana, sono esoteriche non perché nascondono qualcosa, ma perché non tutto può essere capito subito.
L’esoterismo non è segretezza. È ricerca. È profondità.
Esoterismo e potere: una relazione complessa
Nel corso della storia, la conoscenza esoterica è stata spesso temuta dal potere istituzionale. In epoca medievale, i catari, i templari e gli alchimisti furono perseguitati per dottrine considerate eretiche o pericolose. Non sempre perché diffondevano eresie ma spesso perché proponevano una via alla conoscenza non mediata dall’autorità religiosa o statale. Peccato grave questo.
In tempi moderni, il potere si è fatto più sottile: l’esoterismo non viene più bruciato, ma ridicolizzato. È il modo più efficace per neutralizzarlo. Farlo apparire sciocco, irrilevante, superstizioso. Tutte le Chiese, laiche e non, ci provano e spesso ci riescono.
Il linguaggio simbolico: un codice per l’anima
Tutti i saperi esoterici usano un linguaggio simbolico: immagini, miti, allegorie, formule. Questo non è un vezzo o una strategia per confondere. È una necessità.
Il simbolo non è un ornamento: è una porta tra il visibile e l’invisibile. È capace di tenere insieme significati razionali ed emotivi, spirituali e materiali.
Un drago, una serpe, una spada: ogni simbolo è una porta. La chiave non è l’apprendimento, ma la trasformazione dell’osservatore.
Nell’esoterismo, comprendere non è un atto intellettuale ma una trasformazione. Non poco quindi, anzi come dicono quelli cool a Milano “tanta roba”.
Quando l’esoterismo diventa spettacolo
Oggi, l’esoterismo è stato stravolto dal mercato, edulcorato, inquinato. Esistono corsi, abbonamenti, manuali per “diventare esoterici in 21 giorni”. È un esoterismo prêt-à-porter, svuotato, senza rischio né ricerca. Questo esoterismo ha poco in comune con la tradizione millenaria di cui parlavo. Al massimo, ne è un’eco lontana. Nel peggiore dei casi, è una caricatura spirituale al servizio del profitto.
Esoterismo e scienza: alleati, non nemici
Errore molto comune è opporre esoterismo a scienza, come se uno negasse l’altro. Ma molti grandi scienziati come Newton, Keplero, Paracelso erano profondamente intinti nell’esoterismo.
Newton scrisse più trattati di alchimia che di fisica. Per lui, le leggi del cosmo erano manifestazioni visibili di un ordine invisibile.
Oggi, la fisica quantistica, la teoria dei campi, la cosmologia moderna parlano di entità che sfuggono ai sensi: campi, onde di probabilità, realtà multiple. La scienza si avvicina a ciò che l’esoterismo ha sempre intuito: la realtà non è tutta lì, dove la vediamo.
Cosa resta dell’esoterismo nel XXI secolo
In un mondo dominato dalla fretta, dall’apparenza e dalla superficialità, l’esoterismo non propone risposte facili, ma domande giuste. Ci invita a rallentare, a guardare in profondità, a scoprire che il mondo è più grande di quanto crediamo e che noi stessi siamo più profondi di quanto immaginiamo.
L’esoterismo non è una fuga dalla realtà. È un ritorno all’essenza, quando tutto intorno è rumore.
Conclusione: la conoscenza che sussurra
Il vero esoterismo non cerca palco né applausi. È una conoscenza che sussurra, non che grida. Non pretende di convincere, ma di trasformare.
Non è per pochi perché è snob. È per pochi perché pochi sono disposti a guardarsi dentro davvero.
E forse è questo il suo segreto più inquietante: che il vero mistero non è fuori di noi. È dentro di noi.
Impegnatevi, cercate di svelarlo!
Giulio Valerio Santini

